Jorge Martin: “Dopo l’infortunio se passeggiavo un minuto ero finito. Il sangue andava fuori dai polmoni”

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Jorge Martin si racconta tornando sui momenti più difficili della sua carriera: il grave incidente in Qatar, la rinascita in Aprilia e la scalata in MotoGP.

Jorge Martin è uno dei grandi protagonisti della stagione di MotoGP con il testa a testa con il connazionale Marc Marquez in vetta alla classifica generale. "Martinator" è tornato a lottare per quel titolo che ha già vinto nel 2024, con la consapevolezza che per avere la meglio del pilota Ducati dovrà gettare il cuore oltre l'ostacolo. Le sfide difficili non spaventano il classe 1998 che ha superato la prova più importante dopo il GP del Qatar 2025 quando dopo un tremendo incidente non solo l'intera carriera ma anche la vita gli passarono davanti. Conseguenze gravissime per Martin che ha ribadito di aver pensato non solo di non poter più camminare ma addirittura di perdere la vita.

Un pensiero ribadito anche in occasione del suo intervento a "MIG Babol – Racing Podcast", dove si è soffermato su quei momenti terribili che oggi sono solo un brutto ricordo, ma anche uno stimolo forte nei momenti difficili. Il pilota dell'Aprilia ha spiegato di aver creduto di morire (per questo infatti chiamò come se fosse l'ultima volta la fidanzata) trovando poi forza anche nella lettura della Bibbia. Rialzarsi, nel vero senso della parola, è stata durissima per Martin che ricorda le conseguenze dei danni rimediati, ovvero 6 costole rotte, lo pneumotorace, le 11 fratture e non solo.

Guardarsi indietro gli provoca ancora dei grandi brividi: "Credere in me dopo il Qatar era impossibile, perché non sapevo neanche se tornavo su una moto. Lì non potevo neanche camminare. Ho dovuto non imparare, perché ovviamente non mi sono dimenticato in due settimane, però dopo facevo una passeggiata di un minuto e già ero veramente finito, con il sangue che mi andava fuori dal polmone. Era veramente una situazione critica". Oggettivamente in queste condizioni pensare anche solo di poter tornare ad allenarsi sembrava una missione quasi impossibile. Impossibile come non essere solidali con Martin: "Lì non pensavo neanche io di tornare. Dicevo: ‘Non so se riuscirò a tornare su una moto'. Allora lì era impossibile credere. Poi piano piano mi sono recuperato, ogni giorno un po’ meglio, ogni giorno un po’ meglio. Ma è ovvio che io sono una persona che ha sempre avuto un po’ di dubbi su di me. Sono stato nel passato più di fare, tipo: faccio, vinco, okay, ce la posso fare, un altro step. Allora lì ancora più dubbi. E pensa te, stare in ospedale, vedere gli altri che andavano in moto. Dico: ‘Adesso come faccio a ritornare su quel livello?'. Era impossibile".

Eppure a poco a poco Jorge Martin si è rimesso in piedi e ce l'ha fatta. I problemi fisici però e le conseguenze dell'accaduto in Qatar non sono state semplici da superare fino in fondo: "Finita la stagione mi faceva ancora male qualcosa e abbiamo visto che non era tutto risolto. Abbiamo dovuto rioperare la mano, la clavicola". Fortunatamente lo spagnolo ha trovato qualcuno capace di credere in lui e nelle sue possibilità, e così a poco a poco, piazzamento dopo piazzamento è tornato: "Senza stress, senza pressione: un quinto, un quarto, poi terzo, secondo. È arrivato tutto e già ero secondo in classifica. Non è qualcosa che mi aspettavo, non è qualcosa che ho cercato, però adesso sono qua, sono leader. E adesso mi sento bene. La moto va forte".

È la parabola perfetta di un campione capace di trasformare il momento più buio della propria vita nel suo più grande punto di forza.

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