Il padre di Valentino Rossi scrive una lettera a lui e Clara: “Non posso aprire io quella porta”
La faida familiare tra Graziano Rossi e i figli Valentino e Clara vede ora un altro capitolo – una lettera scritta dal 72enne a entrambi – innescato dalle recenti dichiarazioni della ragazza, figlia di Lorena Quieti, seconda moglie di Graziano, mentre il pluricampione del mondo di motociclismo è nato dal primo matrimonio con Stefania Palma. "Da parte mia non c'è niente di irrisolvibile, gli voglio bene e gli devo tanto – aveva detto la 29enne Clara, aggiungendo poi riguardo all'iniziativa giudiziaria (abbandonata) per continuare ad avere dal padre l'assegno di mantenimento di 1500 euro al mese – Non è mai stata una questione economica. Io per prima voglio camminare da sola".
Cosa aveva detto Clara Rossi, la figlia di Graziano e sorellastra di Valentino
Clara Rossi, che ha preso la strada della musica, ne aveva parlato in occasione del suo primo disco appena uscito, spiegando che il suo sogno è "continuare a cantare, a scrivere canzoni, e fare un concerto, magari anche davanti a papà". Una mano tesa pubblicamente, adesso che la questione giudiziaria sull'assegno – sempre negato fermamente dal padre – si è chiusa dopo che la stessa Clara ha ritirato le sue pretese, evitando di andare in tribunale a Pesaro.
La faida familiare in casa Rossi: due anni di battaglie giudiziarie e gelo privato
La vicenda di Clara si era innestata su quella ben più clamorosa che aveva visto due anni fa Valentino chiedere e ottenere (lo era diventato lui stesso) l'amministratore di sostegno per Graziano, adducendo la preoccupazione per una presunta fragilità del padre. Il 72enne aveva poi contestato questa misura, sostenendo di aver firmato "con l'inganno" in un momento di debolezza, convinto da Valentino e dai suoi collaboratori che fosse "una cosa che fanno tutti" e senza conseguenze.
Durante quel periodo Valentino esaminò i conti e individuò trasferimenti verso la compagna del padre, Ambra Arpino (appena sposata in terze nozze, assenti i figli), per circa 200mila euro in 12 anni di relazione. Graziano chiese al figlio di togliere l'amministratore, Valentino rifiutò. A quel punto il padre promosse una causa civile, vincendola. Il 4 marzo 2025 il Tribunale di Pesaro revocò l'incarico, mettendo nero su bianco che Graziano ha "piena capacità di intendere e di volere". Diverse perizie successive confermarono questa valutazione e smentirono la diagnosi iniziale che addirittura aveva parlato di un principio di Alzheimer.
La questione non è finita lì: la battaglia si è allargata ad Ambra, denunciata da Valentino per circonvenzione di incapace, sostenendo che abbia approfittato della presunta vulnerabilità del padre per farsi dare quei soldi. Graziano e la compagna hanno respinto tutto: il denaro è stato dato volontariamente, anche per il mutuo della donna. Il padre ha piuttosto accusato il figlio di volere i suoi beni e di averlo isolato.
Sulla vicenda giudiziaria è calato poi il silenzio, mentre su quella privata si è andati avanti nel gelo. Lo scorso febbraio, in occasione dei 47 anni compiuti da Valentino, Graziano non gli ha fatto gli auguri. "Dovrebbe essere lui a farli a me, mi ha attaccato troppo", ha detto il padre. A fine giugno poi il matrimonio tra Graziano e Ambra, con una cerimonia civile intima. Né Valentino né Clara erano presenti. Ambra, in abito da sposa, ha parlato in quell'occasione di vita "resa un inferno" e di diffamazione, ipotizzando una possibile azione legale di risposta. Poco prima la denuncia penale verso la sposa è stata archiviata: Graziano è ritenuto lucido e capace, quindi non sussiste il presupposto della circonvenzione di incapace.
La lettera di Graziano Rossi a Clara e Valentino: "Non sarebbe stato più umano venire alla mia porta?"
Adesso l'ultima puntata, una lettera inviata da Graziano Rossi al ‘Resto del Carlino'. Tra le righe si intravede qualcosa che potrebbe portare al riavvicinamento coi figli, ma la strada appare ancora lunga. Nelle parole di Graziano c'è il riferimento non solo al disco di Clara appena uscito, ma anche al libro che Valentino sta per dare alle stampe, in cui parlerà della sua carriera e non solo: "C'è una cosa che vale più di qualsiasi libro, di qualsiasi disco e qualsiasi intervista: il coraggio di guardare negli occhi una persona che abbiamo ferito e dirle semplicemente ‘Mi dispiace'. Io quella porta non l'ho mai chiusa. Ma non posso essere io, ogni volta, a doverla aprire".
Graziano Rossi ripercorre con dolore come si è arrivati a questo punto: "Mi viene detto, in sostanza, che non sarebbe mai stata una questione di interesse, che c'è il desiderio di camminare con le proprie gambe, di costruire il proprio percorso e di affermarsi senza dipendere da nessuno. E io non ho nulla da obiettare sul desiderio di una persona adulta di essere indipendente. Anzi, sono il primo a rispettarlo. Ma una domanda, con tutta la serenità possibile, me la pongo: se questo era davvero il sentimento, perché non dirlo due anni e mezzo fa, prima di arrivare a una guerra legale durata due anni? Perché le parole di oggi, per quanto belle e comprensibili, arrivano dopo fatti molto precisi. Arrivano dopo una vicenda giudiziaria durata quattro anni, che ha coinvolto me e mia moglie, dopo accuse, contestazioni, perizie e momenti che, per chi li vive sulla propria pelle, non si cancellano con un’intervista o con una frase pronunciata per promuovere un libro o un disco".
Il papà di Valentino e Clara fa capire che basterebbe un solo, semplice gesto per ripartire come una famiglia, chiudendo veleni e carte bollate nel passato: "Un padre resta un padre. E allora mi chiedo: dopo tutto quello che è successo, dopo le accuse, dopo gli insulti, dopo quattro anni di vicenda giudiziaria, non sarebbe stato più umano, almeno una volta, venire semplicemente alla mia porta? Non per parlare di soldi. Non per parlare di libri. Non per parlare di dischi. Non per dimostrare chi avesse ragione. Semplicemente per dire: ‘Papà, forse abbiamo sbagliato. Proviamo a fare un passo indietro'. Oppure, ancora più semplicemente, per darmi un abbraccio. Quell'abbraccio non è mai arrivato".