Antonio Cassano: “Kimi Antonelli è come Valentino Rossi. Sinner no, non è un talento naturale”

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Antonio Cassano ha paragonato Kimi Antonelli a Valentino Rossi senza però aggiungere Jannik Sinner che a quanto pare per lui non ha le doti del talento naturale.

Negli studi di Viva el Futbol non si parla solo di calcio. Impossibile per Adani, Cassano e Ventola non sottolineare lo strepitoso trionfo nel mondiale di Formula 1 di Kimi Antonelli. Anche questo però, come spesso accade, ha dato il la ad un confronto molto vivace sfociato nel paragone con altre eccellenze sportive italiane e non. E così l'ex attaccante barese non ha perso occasione per far discutere alimentando quella che a suo dire è la dicotomia tra l'essere campioni e l'essere talenti. Rientrano nella seconda categoria, Kimi Antonelli, Valentino Rossi ma anche Carlos Alcaraz, mentre nella prima c'è spazio per Jannik Sinner. Impossibile per Cassano non tifare per il tennista azzurro, riconoscendo però il suo essere non talentuoso come il suo principale antagonista Carlitos.

Cassano che ha ammesso di essersi emozionato nel vedere le lacrime di Antonelli nel momento della consacrazione a campione del mondo, lo ha definito un "piccolo Valentino Rossi" per "status, personaggio e talento". E qui si è inserita la provocazione di Adani: "Vedi anche un piccolo Sinner?". Un assist per il solito intervento senza filtri di Antonio che ha subito voluto fare una grande distinzione tra l'ex leggenda delle moto e l'eccezionale Jannik: "Aspetta un attimo Allora, per me Valentino era un talento a cui Madre Natura aveva detto: ‘Oltre a essere il migliore della storia a fare il pilota, sarai anche uno showman, sarai anche uno che è bravo con i media, sei un fenomeno a fare tutto'. Kimi mi ricorda molto lui".

Decisamente forte la definizione del due volte vincitore di Wimbledon considerato dipendente dalle sue condizioni fisiche con un gioco abbastanza stereotipato: "Sinner è uno che deve star bene fisicamente per buttare la palla di là". Un definizione quantomeno discutibile che ha fatto scattare Adani con il dibattito che si è riscaldato: "Non te la posso far passare questa, ti devo dare un contraddittorio adeguato". Cassano dopo aver risposto quasi piccato: "Deve passare perché lo decido io", ha approfondito il suo punto di vista: "Secondo me Valentino e Kimi sono due talenti che Madre Natura ha baciato. L'altro, secondo me, non è un talento, non è Alcaraz. L'altro deve star bene fisicamente al 100% e tirare sportellate da una parte all'altra. Poi, se vince Sinner ogni giorno, io sono tifoso di Sinner, voglio che vinca Sinner. Però Alcaraz è uno che ha magia, che intrattiene, si fa il baffetto, i capelli a zero, è uno che ti fa la palla corta, è uno che sa giocare a rete, è uno che sa fare tutto".

Per argomentare ulteriormente la sua tesi, ha anche inserito nel discorso il tennista più vincente di sempre, ovvero Novak Djokovic: "Sinner è un Djokovic, che è quello che ha vinto più di tutti ma era uno che correva a destra e a sinistra e ti giocava la palla giusta. Non è Alcaraz, non è Roger, non è Valentino Rossi, non è Michael Jordan. Questi sono talenti che nei loro campi fanno intrattenere la gente negli stadi oppure nel paddock, o Hamilton, o Verstappen. Quelli sono per me talenti naturali".

Che dire, parole che come al solito al netto della spontaneità risultano quantomeno provocatorie. Restando nell'ambito del tennis e non paragonando protagonisti di sport diversi, non si può fare a meno di riconoscere che Alcaraz forse sia più estroso di Sinner e fino a qualche anno fa con un bagaglio tecnico sicuramente più corposo. Detto questo però è innegabile la crescita di Jannik da tutti i punti di vista, fino a diventare un tennista assolutamente completo e forte su tutti i fondamentali con un'incredibile attitudine al miglioramento che non ha nulla da invidiare allo spagnolo (basti pensare alla crescita su servizio e palle corte). Perché anche la mentalità e la capacità di lavorare per crescere costantemente e imparare nuove soluzioni è una forma di talento. E in questo il campione italiano non è certo secondo a nessuno.

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