Il CEO di Bugatti lascia le chiavi nella sua Chiron, poi insegue il ladro a bordo di una Porsche per l’Europa
No, non è un film, anche se la sceneggiatura sembra presa pari pari da un blockbuster hollywoodiano: un furto clamoroso, macchine di lusso lanciate a tutta velocità, un folle inseguimento per le strade d'Europa, azione a pacchi, e anche un finale a sorpresa e di buon cuore, visto che la vittima del crimine decide di non denunciare il ladro. La storia che ha visto protagonista Mate Rimac e la sua Bugatti Chiron è davvero incredibile.
Il 38enne Rimac è un imprenditore e progettista bosniaco con cittadinanza croata, un protagonista di spicco nel settore dell'automotive ad alte prestazioni e della mobilità elettrica. La sua ascesa inarrestabile lo ha portato oggi a essere il CEO di Bugatti, il mitico marchio francese di auto sportive di fascia altissima. Appassionato fin da giovanissimo di tecnologia e motori, Rimac a soli 19 anni ha iniziato a convertire una vecchia BMW Serie 3 del 1984 in un'auto elettrica nel suo garage, trasformandola in un veicolo da competizione in grado di stabilire diversi record mondiali di velocità per auto elettriche.
Poi nel 2009, quando aveva 21 anni, Mate ha fondato in Croazia la Rimac Automobili, un'azienda specializzata nella produzione di hypercar elettriche avanzate e di componenti tecnologici innovativi per conto di altri grandi costruttori automobilistici. È stato l'inizio di una carriera folgorante che lo ha portato ad essere attualmente il CEO di Rimac Group, di Rimac Technology, di Bugatti Automobiles e di Bugatti Rimac, la joint venture nata nel 2021 che ha unito Bugatti con Rimac.
Colpo gobbo a Zagabria: il boss di Bugatti subisce il furto della sua Chiron
Mate è un tipo ovviamente che non si perde d'animo di fronte agli imprevisti e appronta soluzioni molto velocemente. Quando dunque si è accorto che la sua Bugatti Chiron da tre milioni era stata rubata proprio sotto la sede della sua azienda, vicino a Zagabria in Croazia, è entrato in azione in prima persona. Il furto era stato di una facilità sconcertante, vista l'abitudine del boss di Bugatti di lasciare sempre le chiavi nel quadro della macchina. Rimac lo faceva da anni per alcune delle sue vetture di lusso – non solo la Chiron, ma anche una Rimac Nevera – perché così rendeva possibile che le potessero usare i suoi dipendenti per svolgere alcuni compiti senza che dovessero cercarlo continuamente.
Fino a ora questa consuetudine non aveva causato problemi, ma la legge dei grandi numeri gli ha presentato il conto questo mercoledì. Se è vero che l'occasione fa l'uomo ladro, le immagini delle telecamere di sicurezza – poi diffuse sui social dallo stesso Rimac – sembrano un esempio classico di questo vecchio adagio: si vede un uomo diretto nell'edificio che si ferma e cambia direzione quando adocchia la Bugatti Chiron nera parcheggiata all'esterno. Si avvicina alla macchina, getta lo sguardo all'interno dell'abitacolo, nota le chiavi infilate nel quadro e a quel punto è di fronte a un grande dilemma: andarsene con l'auto e rischiare di rovinare la propria vita per sempre oppure resistere al richiamo del lato oscuro. L'uomo si fa gli ultimi tiri di sigaretta mentre rimugina sul senso ultimo della sua esistenza e poi entra nella Chiron per rubarla. Il video a circuito chiuso finisce con la macchina che parte a retromarcia.
Il ladro parte con un vantaggio di un'ora, ma quello tecnologico è nettamente superiore: Rimac e la polizia all'inseguimento
È l'inizio di una fuga forsennata, col vantaggio di avere parecchio tempo di vantaggio sugli inseguitori, visto che sul momento nessuno si accorge del furto, proprio per il fatto che non era infrequente che la vettura non si trovasse al suo posto, essendo nella libera disponibilità di alcuni conoscenti di Rimac. Solo dopo un po' è dunque scattato l'allarme e a quel punto il destino del ladro era segnato. Perché il vantaggio temporale è diventato un dettaglio insignificante di fronte a quello tecnologico a favore del proprietario della Chiron, che era provvista di un sistema di telemetria che permetteva di conoscerne la posizione, la velocità e persino il livello del carburante, rendendo abbastanza facile monitorarne gli spostamenti.
A quel punto la vicenda ha assunto i contorni dell'action movie internazionale, visto che i dati che arrivavano in tempo reale dalla macchina ne descrivevano il rapido spostamento dalla Croazia alla Slovenia, e poi all'Austria. Mentre avvisava la polizia dotandola del tracking dell'auto, Rimac già era salito su un'altra sua vettura ad altissime prestazioni, una Porsche 911 con il serbatoio pieno, per lanciarsi a sua volta all'inseguimento della sua Bugatti, che aveva circa un'ora di vantaggio.
La fuga per mezza Europa e l'arresto in Austria: Rimac non sporge denuncia
Alla fine il ladro non ha avuto scampo, l'operazione di polizia internazionale che era stata prontamente avviata ha stretto il cappio su di lui in Austria, arrivando a intercettarlo prima che lo facesse Rimac. La polizia austriaca ha fermato la Bugatti presso una stazione di servizio vicino a Graz, poco dopo sul luogo è arrivato anche l'imprenditore. Nella fuga la Chiron ha riportato alcuni danni allo splitter anteriore, ma è stata già riparata. Del resto quando sei il capo, l'assistenza ufficiale magari ti mette in cima alla lista degli interventi…
Quanto al ladro, si è rivelato essere un 36enne croato di 36 anni, che ha spiegato direttamente a Rimac in una stazione di polizia austriaca come erano andate le cose. L'uomo si era recato presso l'azienda in cerca di lavoro e si era fatto sedurre dalla fortissima tentazione quando aveva visto la Bugatti incustodita con le chiavi nel quadro. La sua intenzione era di raggiungere la Germania. Forse poteva intuire che attraversare mezza Europa con una Chiron rubata non era esattamente come sfilare un portafoglio e confondersi tra la folla in metro.
Dal canto suo, Rimac ha dichiarato di non avere intenzione di sporgere denuncia contro di lui, ma il caso finirà comunque davanti alla giustizia con procedura d'ufficio a causa dell'elevato valore della merce rubata. Chiunque si sia fatto venire strane idee avendo appreso ora dell'abitudine del CEO di Bugatti di lasciare le chiavi in macchina, se le faccia passare subito: Mate ha cambiato idea e non le lascerà più…