Dopo le dichiarazioni del team principal Mattia Binotto al termine dei test di Barcellona, ci pensa Charles Leclerc a portare un pizzico di ottimismo in casa Ferrari. Il debutto nel Mondiale 2020 di Formula 1, Coronavirus permettendo (qui tutti gli aggiornamenti con le ultime notizie in tempo reale), si avvicina e il rischio di arrivare con il morale basso in Australia dopo le due settimane di prove in Catalogna è elevato.

GP d’Australia già decisivo per le strategie future della Ferrari

Ad aumentare le preoccupazioni si aggiunge anche il fatto che arrivare al primo GP della stagione con un divario troppo grande dalle rivali Mercedes e Red Bull potrebbe infatti compromettere immediatamente l’annata della scuderia di Maranello che potrebbe poi eventualmente decidere di concentrarsi sulla monoposto 2021 anziché sul migliorare la SF1000.

Il team principal della Ferrari, Mattia Binotto / Getty
in foto: Il team principal della Ferrari, Mattia Binotto / Getty

Leclerc: “nei test fatto quello che volevamo fare”

In un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport però il giovane monegasco ha fatto trapelare un pizzico di ottimismo avendo sì ammesso la forza degli avversari lasciando però intendere che il lavoro fatto nei test di Barcellona è stato specifico e non finalizzato alla velocità, bensì ad avere maggior grip nelle curve strette: “L’obiettivo era mettere più carico e ci siamo riusciti – ha detto alla Rosea il pilota del Cavallino -, nelle curve strette abbiamo più grip a scapito della performance in rettilineo. Solo alla prima gara sapremo se l’equilibrio è corretto oppure no, però quello che volevamo fare con la macchina lo abbiamo fatto”.

A Melbourne si saprà chi ha ragione tra Wolff e Binotto

Tutto secondo i piani dunque, con le parole di Leclerc che lasciano intendere che il team principale della Mercedes Toto Wolff non aveva tutti i torti quando affermava che le Ferrari potessero dare molto di più di quanto fatto vedere nei test di Barcellona. “Tutti ai test fanno cose diverse, non si sa quanto si spinge il motore, quanta benzina è a bordo – ha infatti aggiunto successivamente il 22enne al secondo anno in Ferrari -. Siamo contenti del nostro lavoro e di ciò che abbiamo imparato”. Precisando però che “sulla differenza di prestazione rispetto ai rivali (Mercedes e Red Bull, ndr), però, dobbiamo aspettare Melbourne”. E a Melbourne potremo capire anche chi tra Toto Wolff e Mattia Binotto aveva ragione e chi eventualmente invece ha fatto pretattica.