Alla vigilia del GP d'Italia, ottavo appuntamento del Mondiale 2020 di Formula 1, il team principal della Ferrari Mattia Binotto ammette l'errore di progettazione della SF1000. Dopo le deludenti prestazioni della monoposto nelle prime sei gare stagionali e l'ultimo disastro nel gran premio di Spa (con Sebastian Vettel e Charles Leclerc finiti entrambi fuori dalla zona punti preceduti anche dall'Alfa Romeo di Kimi Raikkonen motorizzata dal Cavallino),  il numero uno della squadra corse di Maranello chiarisce tra le altre cose le cause e i motivi per i quali la Rossa si è ritrovata con una macchina decisamente meno prestazionale di quella della scorsa stagione.

In un'intervista concessa al Corriere della Sera infatti Mattia Binotto alla domanda "Qual è il suo peggior errore da team principal della Ferrari?" ha seccamente risposto "Aver sbagliato il progetto di questa macchina" riferendosi proprio alla SF1000 . Ma nella stessa intervista il 50enne ingegnere modenese ha però spiegato il perché ci si sia ritrovati con una monoposto peggiore rispetto alla SF90 con cui lo scorso anno Charles Leclerc vinse prima a Spa e poi a Monza mettendo in fila le Mercedes di Lewis Hamilton e Valtteri Bottas.

"La SF1000 era nata per cercare più carico aerodinamico sapendo di contare su un motore superiore – ha detto infatti il capo del muretto Ferrari al quotidiano meneghino –. Poi ci sono state le direttive tecniche e ci siamo trovati una macchina con alta resistenza all’avanzamento e pochi cavalli. Dalla somma delle due cose è nato il problema.

Non è una punizione – ha poi specificato Binotto – perché non ha colpito solo noi: tutti i motoristi hanno perso prestazioni, chi più e chi meno. Nel 2019 coprivamo i limiti della vettura con il motore. Perché non abbiamo lavorato per migliorare il telaio? Lo abbiamo fatto, ma pensando ancora a quel vantaggio di potenza, che poi è sparito. E quando lo abbiamo capito ormai era tardi. Lo abbiamo saputo tra fine 2019 e inizio 2020, e quando avremmo potuto iniziare a correggere sono arrivati Covid e congelamento delle regole e ci siamo trovati in questa situazione".

Nonostante l'errore Mattia Binotto ha precisato che si fida dei suoi tecnici e che non è mai stato né solo né tanto meno si è sentito messo in discussione nel ruolo di team principal: "Non sono solo, ve lo posso assicurare. Con Louis Camilleri mi sento più volte al giorno, con il presidente John Elkann regolarmente. Ricevo i loro consigli, sicuramente il loro stile di leadership è diverso da quello a cui eravamo abituati in passato. Ma non sono solo, proprio no. Onestamente non mi sono mai sentito messo in discussione, perché so di avere il supporto dei miei responsabili. Però mi sono messo in discussione da solo, ho riflettuto se posso essere adatto al ruolo di team principal. Mi fido del mio gruppo di lavoro ma in F1 non ci si accontenta mai. C’è sempre voglia di inserire nuovi elementi".

Ma, nonostante il congelamento delle regole per la prossima stagione, Mattia Binotto apre uno spiraglio di fiducia per la monoposto che gareggerà nel 2021: "La prossima monoposto sarà per forza un’evoluzione di questa, per il blocco delle regole. Ma ci sono delle opportunità: il motore sarà tutto nuovo, sta girando al banco da mesi, ci contiamo. In questi giorni poi è al voto del Consiglio Mondiale un cambiamento aerodinamico importante, con modifiche soprattutto al posteriore. È una possibilità da sfruttare".