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Enorme spavento per Hamilton in Australia: si trova davanti l’Alpine piantata in mezzo alla pista

Paura per Lewis Hamilton nelle FP2 del GP d’Australia della Formula 1 2026: il ferrarista riesce ad evitare all’ultimo l’impatto con l’Alpine di Colapinto che procedeva lentissima sulla traiettoria.
A cura di Michele Mazzeo
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Il primo vero brivido del weekend della Formula 1 2026 a Melbourne non lo ha regalato il cronometro, ma un episodio che per pochi istanti ha fatto temere il peggio.

Durante le FP2 del GP d'Australia, Lewis Hamilton si è trovato davanti l'Alpine di Franco Colapinto che procedeva lentissima, praticamente piantata sulla traiettoria, proprio nel momento in cui il ferrarista stava arrivando a forte velocità sul rettilineo principale. Il pilota britannico ha dovuto scartare all'ultimo per evitare un impatto che avrebbe potuto avere conseguenze pesanti.

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La scena si è consumata all'uscita dell'ultima curva di Albert Park. Sulla monoposto dell'argentino si è verificato un problema che ha fatto perdere trazione alla vettura e l'ha lasciata a bassissima velocità in un punto delicatissimo del tracciato.

Il sette volte campione del mondo, che arrivava lanciato con la sua Ferrari SF-26, si è ritrovato davanti una macchina quasi ferma e ha avuto una frazione di secondo per reagire. Via radio ha fotografato così l'accaduto: "C'era una macchina che andava lentissima sul rettilineo dei box".

L'episodio ha subito attirato l'attenzione dei commissari, anche perché in un venerdì già pieno di incognite tecniche legate alla nuova era regolamentare, una situazione del genere ha riaperto immediatamente il tema della sicurezza in pista.

La FIA ha infatti messo sotto investigazione Colapinto per presunta guida inutilmente lenta o potenzialmente pericolosa. Alla fine, però, non è arrivata alcuna penalità. Secondo la ricostruzione ufficiale, il pilota dell'Alpine stava seguendo le indicazioni del team, che gli aveva chiesto di restare sulla sinistra del rettilineo principale per poter raggiungere l'eventuale via di fuga indicata nelle note del direttore di gara.

I commissari hanno ritenuto credibile la spiegazione dell'argentino: non stava andando piano senza motivo, ma era alle prese con un guasto reale. Per questo è stato deciso il "no further action", cioè nessun ulteriore provvedimento.

Resta però il grande spavento per Hamilton, protagonista di un venerdì diviso tra segnali incoraggianti della Ferrari e un rischio enorme evitato solo grazie ai riflessi. Nelle FP1 il britannico aveva chiuso secondo dietro al compagno di squadra Leclerc, mentre nelle FP2 ha terminato quarto in una sessione comandata da Oscar Piastri, con le due Mercedes di Antonelli e Russell subito davanti. Ma il dato che più conta, stavolta, è che a Melbourne è andata bene.

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