La crisi innescata dalla pandemia ha messo in ginocchio ogni settore e anche quello dei motori non è da meno. Al di là dei problemi oggettivi sulla fattibilità della prossima stagione mondiale, il rischio più grande è che le ripercussioni economiche si facciano sentire a lungo termine, minando la sopravvivenza di diverse realtà. Tra queste, in pericolo, ci sarebbe anche la McLaren che, per far fronte alla crisi, avrebbe ipotizzato di mettere un'ipoteca sia sul quartier generale di Woking sia su parte della sua spettacolare collezione di auto storiche di Formula 1. La cifra che potrebbe essere raccolta si aggirerebbe attorno ai 280 milioni di sterline.

Non è un mistero che già qualche settimana fa la stessa McLaren avesse chiesto un prestito, rifiutato, al Dipartimento per le strategie aziendali, energetiche e industriali del Governo britannico, per un importo pari a 150 milioni di sterline. Davanti al ‘no' delle istituzioni, il passo successivo obbligato appare dover attingere alla Collezione Williams, in cui vi sarebbero circa 100 esemplari di auto da Formula 1. Tra questi pezzi da cimelio, ci sarebbero moltissime auto associate ai campioni del mondo, tra cui alcune guidate da Ayrton Senna, considerate le più preziose.

Come qualsiasi altra attività britannica, anche la McLaren è stata gravemente colpita dall'attuale pandemia e l'intenzione è quindi di esplorare una varietà di diverse opzioni di finanziamento per aiutare l'azienda a navigare in acque più tranquille finchè non si esca dall'attuale crisi economica. Già in passato alcune delle migliori auto storiche della McLaren erano state inserite in un precedente accordo finanziario nel 2017, quando la società stava riacquistando la partecipazione azionaria del defunto Ron Dennis. In quell'occasione, dove si raggiunse la cifra di quasi 40 milioni di sterline, nella lista c'erano veri e propri gioielli come le vetture di Niki Lauda (1984), Alain Prost (1989), Senna (1990 e 1991), Mika Hakkinen (1998 e 1999) e Lewis Hamilton (2008).