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Come la Formula 1 sta tenendo segreti i test di Barcellona: polizia a caccia di curiosi e dati oscurati

I test F1 2026 a Barcellona segnano l’inizio della nuova era tecnica, ma si svolgono nel massimo riserbo. Circuito blindato, polizia schierata, tifosi e giornalisti allontanati anche da aree pubbliche e flussi dati oscurati: la Formula 1 sceglie la linea della chiusura totale.
A cura di Michele Mazzeo
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La pre-stagione 2026 di Formula 1 è iniziata lontano da occhi indiscreti. Al Circuit di Barcellona al Montmelò sono scattati i primi test delle monoposto progettate secondo il nuovo regolamento tecnico 2026, ma lo shakedown si svolge a porte chiuse e sotto un livello di segretezza senza precedenti.

La Formula 1, insieme alla FIA, ha imposto la natura privata delle sessioni: nessuna copertura televisiva, niente live timing pubblico, accesso vietato ai media e diffusione delle immagini rigidamente controllata. Anche i team possono pubblicare foto o video solo previa autorizzazione.

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Polizia nelle colline e tifosi allontanati: cosa è successo fuori dal circuito

Il circuito di Montmeló è stato di fatto blindato. Le colline e i punti panoramici esterni, da anni frequentati da tifosi e fotografi durante i test, sono stati presidiati dai Mossos d'Esquadra (la polizia catalana) che hanno allontanato chiunque potesse osservare la pista, anche da aree considerate pubbliche.

Secondo quanto riportato dal sito britannico The Race, la sicurezza ha ingaggiato un vero e proprio gioco del gatto e del topo con giornalisti e curiosi, costretti a spostarsi continuamente. "La motivazione fornita era essenzialmente che qualsiasi vista del circuito, anche su suolo pubblico, è di proprietà del circuito", ha spiegato il media inglese.

Nel pomeriggio le misure sono state ulteriormente rafforzate, arrivando in alcuni casi all'identificazione delle persone presenti e alla minaccia di pesanti sanzioni pecuniarie.

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Blackout informativo: stop ai tempi e flussi dati interrotti

Il punto più delicato riguarda però i dati. Durante il primo giorno alcuni organi di stampa erano riusciti ad accedere ai riferimenti cronometrici interni, ma dopo poche ore la FIA ha interrotto il flusso, imponendo un vero blackout informativo: niente tempi, niente confronti, impossibile seguire l'andamento delle sessioni.

Una scelta legata ai timori sull'affidabilità delle nuove vetture, in una fase in cui i team stanno ancora verificando motori, telai e aerodinamica. Non a caso, nel day-1 sono state esposte tre bandiere rosse per problemi tecnici alle vetture di Franco Colapinto, Gabriel Bortoleto e Liam Lawson.

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Nuove regole, vecchie paure: perché la F1 ha scelto la chiusura totale

I cambiamenti regolamentari del 2026 sono tra i più profondi dell'ultimo decennio e spiegano in parte la linea dura adottata. Alcune squadre sono in ritardo: la Williams non ha nemmeno partecipato al primo test, Aston Martin sta facendo una corsa contro il tempo per girare almeno gli ultimi due giorni a disposizione, mentre McLaren e Ferrari hanno scelto di non scendere in pista nel day-1.

Eppure il contrasto resta evidente. Una Formula 1 che si racconta come moderna, aperta e digitale sceglie di inaugurare la nuova era tecnica nascondendosi, trattando curiosità e informazione come una minaccia. Senza immagini e senza dati, il racconto sportivo perde contesto e significato, lasciando tifosi e addetti ai lavori in attesa di contenuti filtrati esclusivamente dai canali ufficiali.

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