Bezzecchi non cerca alibi dopo la caduta a Misano: “Se non volessi pressione, andrei a lavorare in officina da mio padre”

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Il pilota Aprilia spiega cosa è successo nel GP di MotoGP a San Marino: la caduta dopo nemmeno un giro è una beffa, dopo il record in qualifica e la pole. “Un errore che fa male e he mi costa caro”.

La caduta al primo giro, dopo il record della pista in qualifica e la pole a Misano, ha complicato pesantemente la rincorsa al titolo di Marco Bezzecchi, ma il pilota Aprilia rifiuta la lettura che gli viene proposta: non cerca alibi come pressione, emozione o sfortuna per giustificare l'occasione sfumata nel Gran Premio di MotoGP a San Marino. "Se volessi lavorare senza pressione, dovrei andare in officina con mio padre", ha ammesso a fine gara rivedendo quello scivolone che ha compromesso tutto. Le sue ambizioni si sono mescolate alla ghiaia di curva 13, dopo un volo dalla moto tanto spettacolare quanto spaventoso. La tappa italiana poteva fargli da trampolino di lancio per riaprire la corsa al Mondiale, s'è trasformata in una beffa che ha spianato la strada a Marc Marquez: vittoria allo spagnolo (davanti al fratello Alex e Pedro Acosta) e aggancio in testa a pari punti con Jorge Martin, mentre il driver riminese adesso è a -33 punti dal podio iridato.

Bezzecchi spiega la caduta: "Ho perso l'anteriore"

Sul circuito di Misano la gara di Bezzecchi è durata pochissimo, meno di un giro ed era già fuori dai giochi. Scattato dalla pole, il pilota Aprilia era stato protagonista anche di una buona partenza tenendo a bada Marc Marquez (che invece lo aveva sorpreso alla partenza nella Sprint del sabato) poi è successo l'irrimediabile. "La moto ha iniziato a sbacchettare, ho perso l'anteriore e sono finito a terra". È arrivato largo di traiettoria, è riuscito a fare la curva 12 ma il manubrio ha oscillato in modo violento e rapido da un lato all'altro, il "Bez" ha perso l'anteriore e alla curva 13 il pilota è stato sbalzato dalla sella. Ruzzolone impressionante, per fortuna il riminese si è rialzato subito ed è tornato ai box senza aver riportato conseguenze fisiche.

Il pilota riminese: "Un errore che fa male e costa caro"

Il pilota riminese non ha alcuna intenzione di dare all'episodio capitato a Misano un valore diverso da quello che lui stesso ha definito "un errore che fa male e he mi costa caro". Cosa è successo? La dinamica è raccontata dal driver che descrive qual è stata la causa dell'incidente: "Ho avuto uno scuotimento leggero in frenata al curvone e non sono riuscito a chiudere la traiettoria in maniera perfetta. Con il serbatoio pieno è sempre abbastanza complicato e quando ho cercato di portare dentro la moto ho perso l'anteriore".

Mea culpa e null'altro. Bezzecchi ha negato di aver pagato la pressione di una gara importante perché in casa, per la possibilità di rilanciarsi nel Mondiale. "Avrei potuto commettere questo errore ovunque. Ma la memoria è corta… ho vinto delle gare in MotoGP e qui va così".

Può ancora farcela a inserirsi tra Marquez e Martin per il titolo Mondiale? L'italiano non è affatto intenzionato a cambiare prospettiva dopo una gara finita nel modo peggiore e più amaro. La strada che porta al titolo iridato è ancora lunga e niente affatto compromessa: è la lettura che si può dare alle sue parole, tra orgoglio e voglia di non mollare mai. "Dopo sette gare non avevo il titolo in mano. Marc Márquez non ce l'ha dopo quattordici".

La frase sull'officina che dice molto più della caduta

"Se volessi lavorare senza pressione, dovrei andare in officina con mio padre". La frase di Bezzecchi non è solo una battuta per cavarsela nel migliore dei modi in un dopo gara scomodo per come sono andate le cose, ma è lo specchio della mentalità con la quale intende affrontare la parte restante e decisiva della stagione. E fa nulla che è tutta in salita o che il peso della responsabilità è maggiore per l'impossibilità di sbagliare più nulla, consapevole che (forse) la perfezione non basta. Se la posta in palio è il Mondiale, val bene caricarsi tutto sulle spalle e vedere cosa succede.

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