Antonelli e Russell senza gilet refrigerante nel “forno” di Sepang perché la Mercedes non aveva budget
George Russell sa già cosa lo aspetta nel prossimo Gran Premio di F1 a Sepang per le temperature elevate. "Sarà come stare seduto in un forno", dice il britannico che non ha alternativa perché i limiti del budget cup hanno messo (anche) la Mercedes di fronte a una scelta: destinare tutte le risorse allo sviluppo della monoposto oppure rinunciarne a una parte per sostenere lo sforzo dei driver. In Malesia né lui né Kimi Antonelli potranno indossare il cooling vest, il giubbotto refrigerante che dona ai piloti un po' di sollievo rispetto al caldo insopportabile sia per le condizioni climatiche sia per quello sprigionato dal motore. E poiché indossare quell'equipaggiamento non è obbligatorio da regolamento, la decisione della scuderia è stata chiara: la protezione dall'aria torrida non trova spazio nel conto delle prestazioni.
Come funziona il cooling vest in F1
Il cooling vest ha la forma di un gilet ma non è semplicemente raffreddato col ghiaccio, né con questo escamotage pratico si aiutare i piloti ad avere refrigerio. Il giubbotto fa parte del driver cooling system, un impianto direttamente collegato alla macchina. Il regolamento tecnico 2026 prevede che, in caso di Heat Hazard, il sistema debba estrarre almeno 200 watt di calore dal pilota a una temperatura ambiente di 40 °C.
Perché costituisce un aggravio di spesa avere questo equipaggiamento? Non si tratta di un accessorio che può essere applicato alla monoposto ma di una dotazione che deve essere integrata nell'infrastruttura del veicolo. E tutto questo, compreso il corretto e continuo funzionamento a gara in corso, ha un costo. Mercedes ha preferito tagliarlo dal bilancio per conservare risorse utili all'evoluzione delle monoposto.
Cosa prevede il regolamento di F1 quando scatta l'Heat Hazard
L'Heat Hazard è il livello di guardia che la FIA ha inserito tra le proprie norme a tutela della salute dei piloti. Scatta quando il servizio meteo indica un picco di calore superiore ai 31 gradi durante una Sprint oppure in gara. Una volta dichiarato, resta in vigore per tutto l'evento. E quando il protocollo è attivo, la macchina deve essere attrezzata con tutti i componenti del driver cooling system (tra pompa e tubazioni). I piloti, però, non hanno alcun obbligo di indossare il giubbotto refrigerante. Ma chi non lo usa deve rispettare la regola della zavorra: aggiungere peso alla propria monoposto per evitare vantaggi (essere più leggero) rispetto a chi sceglie di usare quel dispositivo.
Perché Mercedes ha scelto di non investire nel gilet refrigerante
La Mercedes ha introdotto a Sepang un pacchetto di aggiornamenti sulla W17, compresi interventi al fondo e ad altre componenti della vettura. Modifiche che hanno comportato un incremento di spesa e, al tempo stesso, la necessità di risparmiare su quelle voci che non sono considerate prioritarie per garantire il miglioramento delle prestazioni o interventi meccanici. "Non utilizzeremo il gilet refrigerante perché non abbiamo investito le risorse necessarie per renderlo sufficientemente robusto – ha ammesso Russell -. Ma la squadra mi ha fatto notare: guarda, possiamo svilupparlo e possiamo investire i soldi necessari… ma a scapito delle prestazioni".
Sul circuito asiatico le condizioni sono proibitive: nel primo giorno delle libere la temperatura dell'aria ha superato i 33 °C e quella dell'asfalto ha raggiunto i 60 °C, con una percentuale di umidità elevata. Ma tra beneficiare di refrigerio oppure l'opportunità di avere una macchina più affidabile e veloce non c'è stato dubbio di sorta.