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Vingegaard cade in allenamento dopo aver litigato con dei ciclisti dilettanti: “Era arrabbiato”

L’episodio ha sollevato ancora una volta polemiche su rispetto e sicurezza. Ma uno degli amatori polemizza: “Si è arrabbiato con me perché lo stavo seguendo in discesa. Si può essere professionisti, ma si può anche essere umili”.
A cura di Maurizio De Santis
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Il post condiviso da un ciclista amatoriale sulla app Strava alimenta polemiche per quanto accaduto a Jonas Vingegaard, caduto durante una sessione di allenamento in Spagna. "L'ho trovato vicino al guardrail, aveva il volto che sanguinava in due punti", le parole del dilettante che non ha risparmiato anche una stoccata al campione per la reazione avuta quando si è avvicinato a lui per offrirgli soccorso: "Era molto arrabbiato, ce l'aveva con me perché lo stavo seguendo in discesa. Voleva staccarmi ma è finito a terra perché andava troppo veloce su un tratto di strada che non conosce bene". La nota ufficiale del Team Visma – Lease a Bike ha chiarito che l'incidente non ha avuto conseguenze serie per Vingegaard ma, al tempo stesso, non è mancato un richiamo al rispetto e alla sicurezza rivolto a coloro che si mettono nella scia dei campioni in situazioni del genere. "Per il vostro benessere e quello degli altri, vi preghiamo di lasciare che i corridori si allenino e di concedere loro tutto lo spazio e la tranquillità necessari".

Cosa è successo a Vingegaard: la caduta in allenamento

L'incidente capitato a Vingegaard durante l'allenamento è avvenuto nella giornata di lunedì 26 gennaio nei pressi di Malaga, in Spagna, dove il corridore si trova per preparare il debutto stagionale. Il danese ha saggiato l'asfalto dopo aver perso il controllo della bici lungo in tratto in discesa, con ogni probabilità nel tentativo di seminare un dilettante che si era messo sulle sue tracce.

  • La dinamica. Il ciclista danese stava percorrendo un tratto in discesa quando è caduto. Secondo le testimonianze (tra cui quella di un amatore che lo seguiva e ha pubblicato tutto sulla app Strava) stava provando a distanziare un dilettante che gli era alle costole in discesa. Nel post del ciclista amatoriale spagnolo si nota anche un video nel quale appare il danese lungo la strada che procede a una velocità di 49 km/h.
  • Le conseguenze. Lo stesso fan che ha condiviso la foto del corridore del Team Visma ha poi aggiunto anche un altro dettaglio sulle sue condizioni: aveva il volto sanguinante a causa delle lesioni riportate per l'urto.
  • La posizione della squadra. La nota ufficiale della squadra ha confermato l'accaduto martedì mattina, fornendo notizie rassicuranti sul ciclista: sta bene e non ha riportato ferite gravi o fratture. Si è trattato per fortuna solo di un grande spavento e qualche escoriazione.

Il ciclista amatore: "Si può essere professionisti, ma si può anche essere umili"

Tra le righe condivise sulla app dal ciclista dilettante si coglie anche una vena polemica nei confronti di Vingegaard per l'atteggiamento avuto nei confronti della persona che lo stava seguendo.

"Si può essere professionisti, ma si può anche essere umili. Jonas è caduto cercando di prendere le distanze da me durante la discesa di Fuente la Reina, e mi sono fermato per chiedergli come stava. Si è arrabbiato con me perché lo stavo seguendo in discesa. Stava andando veloce per staccarmi ed è finito a terra. Non mi guadagno da vivere con questo, e sono solo un dilettante come la maggior parte di noi".

Nel corredo accessorio delle testimonianze ce n'è anche un'altra che fa riferimento all'accaduto e fa una riflessione più ampia e si schiera dalla parte del campione rispetto all'invadenza (e alla smania di protagonismo) di chi pratica il ciclismo solo per diletto o, comunque, a un livello agonistico ben diverso.

"Mi avete superato entrambi in discesa, e mentre ero quasi all'ultima curva, ho trovato Jonas vicino al guardrail, con il viso coperto di sangue in due punti – ha aggiunto un altro testimone -. Deve essere stato parecchio sotto shock per essere finito faccia a terra. Mi sono fermato anch'io e gli ho chiesto se avesse bisogno di aiuto, e lui mi ha detto di no, di andarmene, molto arrabbiato. Ora capisco perché. È chiaro che è un professionista e responsabile di quel che fa, ma penso anche che persone come lui, che sono professionisti in questo campo e hanno così tanto da perdere, abbiano bisogno di rispetto e pace. Rischiano la vita, il loro stipendio e il sostentamento di molte persone intorno a loro. Mi sembra che si sia sentito un po' sotto pressione ed è sceso più velocemente del dovuto su una strada che non conosceva".

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