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Lutto nel ciclismo, è morto Sante Gaiardoni: straordinari i due ori di Roma e le sfide con Maspes

Classe 1939, Sante Gaiardoni è stato uno dei dominatori della scena del ciclismo nazionale negli anni ’60. Doppia medaglia d’oro a Roma nel chilometro da fermo e nella velocità dove conquistò anche il titolo mondiale due volte. Epici i suoi duelli con Maspes al Vigorelli di Milano.
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A cura di Alessio Pediglieri
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Sante Gaiardoni si è spento nella giornata di giovedì 30 novembre all'età di 84 anni, Classe '39, iniziò a pedalare giovanissimo sulle strade della sua Verona per poi venire adottato da Milano, dove corse per moltissimi anni, sfidando il suo rivale storico, Antonio Maspes sulla pista del mitico Vigorelli.  Doppio oro olimpico a Roma nel '60, da dilettante si impose nel chilometro da fermo e nella velocità, prendendosi anche il record del mondo poi migliorato nel '63.

Un lutto gravissimo, soprattutto per il ciclismo che fu e che ha avvicinato tantissimi appassionati, è avvenuto nella giornata di giovedì 30 novembre con la notizia di Sante "Gianni" Gaiardoni. Il "gigante" della pista che emozionò negli anni '60 quando, ancora dilettante riuscì a strappare la scena olimpica a Roma nei Giochi del '60 nelle due specialità più belle e spettacolari. Sfide epiche ed indimenticabili in cui Gaiardoni dimostrò al mondo di essere tra i migliori, pur soltanto 21enne: nella velocità oltre l'oro segnò anche il record del mondo sui 200 metri lanciati con 11 secondi netti mentre nel chilometro con partenza da fermo si prese il primato sfrecciando a 1'07″27, alla straordinaria media di 53,493 km/h.

Ma Gaiardoni è ricordato anche per le sue storiche sfide ad un altro guru della pista, il milanese Antonio Maspes con cui condivise la scena soprattutto sull'anello meneghino del Vigorelli, teatro di testa a testa che affascinarono l'intero mondo del ciclismo e della velocità. I primi duelli videro Gaiardoni pagare la più giovane età e l'inesperienza con Maspes che lo batte ai Tricolori del 1961 e poi, di nuovo, al Mondiale nel 1962, sempre al Vigorelli.

Due colpi a vuoto che però riescono a dare la convinzione a Gaiardoni di avere tutte le carte in tavola per trionfare e così è nel 1963 in Francia, a Rocourt, quando si prende la rivincita e conquista il Mondiale della velocità proprio davanti al campione milanese, il suo primo e unico alloro iridato tra i professionisti. Poi, il ritiro per un brutto infortunio nel '71 dopo aver conquistato un ultimo argento ai Campionati italiani del '70 e l'inizio della sua nuova attività sempre legata al mondo del ciclismo, decidendo di restare vicino alla sua amata Milano, a Motta Visconti, dove domenica 30 novembre si è spento.

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