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La nuova chicane alla Parigi-Roubaix è troppo pericolosa, ciclisti preoccupati: “Ma è uno scherzo?”

L’organizzazione della Parigi-Roubaix ha ufficializzato il cambio di percorso all’ingresso della Foresta di Arenberg, il settore in cui storicamente si decide la Regina delle Classiche. E’ stata posta una chicane per rallentare la velocità dei ciclisti e tutelare la loro incolumità ma la curva è una inversione a U pericolosissima che ha scatenato la rabbia di Van der Poel.
A cura di Alessio Pediglieri
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La Parigi-Roubaix di domenica 7 aprile è al centro delle polemiche per la scelta dell'organizzazione di cambiare lo storico tracciato nel punto più iconico, e da sempre determinante, della Regine delle Classiche: l'entrata alla Trouée d'Arenberg, 2.300 metri di puro ciottolato dove si decide la gara. Ebbene, il direttore della corsa, Thierry Gouvenou, ha ratificato la decisione mercoledì sera ufficializzando una modifica con una chicane posta proprio a ridosso dell'inizio del tratto in pavé, motivandola per la tutela e la sicurezza dei ciclisti. Ma la curva a gomito appare un azzardo ancora più pericoloso per l'incolumità dei corridori.

Per riassumere il pensiero collettivo basterebbe il commento diretto e spietato di Mathieu Van der Poel nel vedere il filmato pubblicato sui social da Stefano Rizzato, giornalista di Rai Sport che segue da vicino da sempre il ciclismo e che ha effettuato la classica ricognizione in bici per testare il percorso. Nell'effettuare la chicanes a "U" prima della Foresta di Aremberg, Van der Poel è rimasto completamente allibito: "Ma è un scherzo?", sottolineando la perplessità generale di tutti i ciclisti che prenderanno parte alla gara.

Un commento che ha scatenato polemiche e fastidio nel mondo del ciclismo e che in gran parte smentisce lo stesso direttore della Parigi-Roubaix che aveva mascherato la decisione della chicane affermando che era stata chiesta dal Sindacato corridori e che tutti fossero concordi nel procedere al cambiamento: "Entrano sul pavé a 60 chilometri orari" aveva sostenuto Gouvenou, "troppo pericoloso, meglio una velocità attorno ai 30". Peccato che se da un lato i presupposti possono anche essere giustificati per difendere l'incolumità dei ciclisti, dall'altro il cambiamento compiuto renderà ancor più pericoloso il percorso. 

La Trouée d'Aremberg è un settore in pavé lungo 2.3 km, da sempre punto chiave dell'Inferno del Nord come viene definita la Monumento da Parigi a Roubaix. Un momento in cui la gara entra nel vivo e si decide per la vittoria finale. Spesso teatro anche di importanti cadute, è considerato da sempre uno dei tratti più pericolosi ma che fanno parte della storia della gara e del ciclismo in generale e che dopo 121 anni verrà stravolto dalla scelta dell'organizzazione. A difesa della sicurezza ma che di sicurezza non ha nulla.

La Foresta di Arenberg, il "cuore" della Parigi-Roubaix

Posto a 90 chilometri dal traguardo, il settore di pavé della Trouée d'Aremberg è lungo 2.3 chilometri e lo si imbocca dopo un lungo rettilineo che lascia l'asfalto per il ciottolato. Una linea retta che viene percorsa con il gruppo ancora ben compatto e che fa selezione. I ciclisti lo affrontano da lanciati: subito dopo il passaggio a livello, si entra nello sterrato a 50/60 km orari. In passato è stato teatro di rovinose cadute, spesso e volentieri i corridori forano, perdono il controllo della bici, rallentano pericolosamente creando veri e propri ingorghi sulla carreggiata non più larga di un paio di metri e affollata ai lati dai tanti appassionati.

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La curva della discordia è stata posta proprio all'ultimo incrocio prima del pavé, sterzando prima bruscamente a destra e poi ancora a sinistra in una pericolosa "inversione a U". In questo tratto il problema è che la carreggiata è strettissima, le transenne ai lati impediscono la fluidità di manovra e il gruppo arriverà praticamente compatto. Un pericolo aggiunto, per frenare la velocità ma senza tenere davvero conto dell'incolumità di chi sta correndo l'Inferno del Nord che mai come in questa edizione presenterà il più alto numero di chilometri sul pavé: ben 55,7.

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