“Credevo fosse una moto”: Sénéchal racconta l’impressionante attacco di Pogacar al Giro delle Fiandre

La potenza è nulla senza il controllo, recitava una pubblicità che aveva come protagonista Ronaldo, il Fenomeno dell'Inter. Ma senza la potenza il controllo è fine a se stesso potrebbe replicare oggi un altro fuoriclasse, non del calcio ma del ciclismo che nulla ha da invidiare al talento brasiliano: Tadej Pogacar. Perché proprio sulla potenza, oltre che sull'innato straordinario talento, si sta esprimendo il campione sloveno, prendendosi in questo inizio 2026 ancora una volta l'intera scena. Con il racconto, a fine Giro delle Fiandre, da parte di Florian Sénéchal (compagno di squadra di Van der Poel all'Alpecin-Premier Tech) che delinea alla perfezione cosa significhi avere in gruppo Pogacar non solo per i tifosi a casa, ma anche – e soprattutto – per gli altri ciclisti: "Improvvisamente ho visto qualcosa dietro di me andare a doppia velocità. Credevo fosse una moto".
Domenica, alla Ronde 2026 Tadej Pogacar ha lasciato ancora una volta tutti senza parole: lo sloveno ha vinto in solitaria dopo aver staccato uno ad uno gli altri tre favoriti. Prima Wout van Aert, poi Remco Evenepoel e infine Mathieu Van der Poel che ha ceduto sull'ultima salita dell'Oude Kwaremont dopo una strenua resistenza. Il francese Florian Sénéchal, compagno dell'olandese all'Alpecin-Premier Tech ha constatato da vicino cosa significhi avere al proprio fianco Pogacar: l'ha perso rapidamente di vista ma ha avuto comunque il tempo di ammirare la facilità con cui scollinava sulle rampe fiamminghe. "È stato impressionante", ha dichiarato il campione francese del 2022, a Eurosport ripensando all'impresa dello sloveno, alla sua 4a Monumento consecutiva e che punta diretto al record assoluto di vincerle tutte in una unica stagione.
Sénéchal ha la consapevolezza di aver vissuto un momento iconico, forse irripetibile, con al proprio fianco – anche se per pochissimi istanti – un assoluto fenomeno: "Lungo la salita c'è stato un attacco sul Wolvenberg ed io ero ben posizionato con la mia squadra. Stavo seguendo Christophe Laporte e Remco Evenepoel: eravamo tranquilli, tutto sotto controllo. Ma all'improvviso ho visto qualcosa che si avvicinava alla mia destra". Il racconto si fa più intenso quando Sénéchal entra nei particolari: "Ho pensato all'inizio che si trattasse di un motociclista ed ero pronto a dirgliene quattro perché si stava avvicinando troppo. Ma no… era Tadej che mi ha superato a una velocità incredibile… Non ho mai visto niente del genere in vita mia, e ne ho viste tante nella mia carriera".
"Quando l'ho visto passare a quella velocità mentre noi eravamo già a tutta velocità…" ricorda ancora Sénéchal : "Davanti a me c'erano corridori forti come Laporte e Remco che stavano andando bene ma non recuperavano terreno. Tadej, invece, volava sulla strada controvento, come una moto. Questa è la differenza."