Chi è Andrea Piccolo, talento ciclistico bruciato: dal traffico di ormoni all’arresto per soldi falsi

Andrea Piccolo è tornato a far parlare di sé, purtroppo, per questi che nulla hanno a che vedere con il mondo del ciclismo: l'oramai ex professionista è stato arrestato a Napoli dove sono state trovate nella sua auto migliaia di banconote false. Uno scandalo che segue a quello che gli aveva interrotto la carriera a soli 22 anni quando venne coinvolto in un traffico illecito di ormoni per la crescita di cui ammise la propria implicazione. Storie di un talento tormentato del ciclismo italiano, una promessa esplosa nelle categorie juniores, stravolta e dilaniata dai propri demoni personali.
Andrea Piccolo arrestato a Napoli: lo scandalo delle banconote false
L'ultima notizia di cronaca ha lasciato il mondo del ciclismo esterrefatto, con la conferma dell'arresto di Andrea Piccolo avvenuto a Napoli a seguito di un controllo da parte dei Carabinieri che hanno scoperto all'interno della sua auto di lusso banconote false, fino a 2.000 euro che hanno fatto scattare immediatamente le manette. Un nuovo problema con la giustizia da parte del classe 2001 nativo di Magenta, che aveva già dovuto subire l'umiliazione pubblica per il suo coinvolgimento in un traffico di ormoni per la crescita, che gli è costata di fatto la prematura interruzione della carriera.
Piccolo e lo scandalo del traffico di ormoni: la fine della sua carriera da professionista
Nel giugno del 2024, Andrea Piccolo, allora neo professionista per i colori della EF Education–EasyPost, era stato "pizzicato" in una indagine congiunta tra l'International Testing Agency, l'Organizzazione nazionale antidoping italiana e alle forze dell'ordine italiane dei NAS. Che stavano indagando su un traffico di ormoni: Piccolo fermato in aeroporto da un viaggio di rientro dalla Colombia, ammise tutto e questo incidente decretò di fatto la fine della sua carriera ciclistica. La EF lo licenziò in tronco, l'UCI lo sospese a tempo indeterminato, ma non poté più proseguire nel ciclismo, malgrado fosse uno dei profili di maggior spessore del panorama italiano.
Chi è Andrea Piccolo, il fenomeno tra gli Juniores che faceva sognare l'Italia del ciclismo
Andrea Piccolo rappresenta forse il più grande recente rimpianto per il ciclismo azzurro. Era esploso da giovanissimo, mettendosi in rilievo tra gli Allievi a soli 16 anni conquistando la prova in linea del Festival olimpico della gioventù europea di Győr. Un'impresa che lo proiettò tra gli Juniores nel 2018 per vincere, con i colori del Team LVF di San Paolo d'Argon, il titolo italiano a cronometro per ripetersi ai campionati del mondo a Innsbruck con la medaglia di bronzo, a cronometro, alle spalle dei soli Remco Evenepoel e Luke Plapp. Tra gli Juniores brucia le tappe: vince il Giro del Friuli Venezia Giulia, il Giro della Lunigiana, il secondo titolo nazionale a cronometro e il titolo europeo di specialità ad Alkmaar.
Il salto di categoria, l'ultimo acuto alla Vuelta prima del licenziamento
Il salto di categoria ulteriore arriva puntuale: nel 2020 debutta nella categoria Elite/Under-23 con la squadra Continental Colpack Ballan con cui conquista l'argento nella cronometro under-23 dei campionati italiani. Nel 2023, riesce anche a indossare (anche se per un solo giorno) la maglia rossa alla Vuelta a España, sotto i colori della EF che nel 2024, a giugno, è costretta a licenziarlo. Ponendo fine ad una carriera che era in piena rampa di lancio.