Vincent Kompany ancora in ospedale dopo il crollo psicofisico: “Deve riposare e prendersi il suo tempo”
Vincent Kompany è ancora in ospedale e avrà bisogno di tempo per poter tornare a lavorare e allenare attivamente il Bayern Monaco. Le ultime notizie sul belga collassato dopo una seduta di allenamento arrivano direttamente dal suo più stretto collaboratore Aaron Danks. Il vice allenatore del club tedesco ha fatto il punto della situazione sulle sue condizioni, sottolineando la necessità per lui di riposo assoluto e di un ambiente tranquillo lontano dallo stress del campo.
Proprio l'attenzione maniacale al lavoro ha messo nei guai un fisico già provato da un'infezione virale contratta due settimane fa. E questo ha portato al tracollo e alla necessità di un ricovero immediato e di uno stop forzato dal lavoro con il club tedesco. La diagnosi al momento non gli consente di tornare sulla panchina del Bayern da cui resterà assente a tempo indeterminato. Un rientro anticipato complicherebbe ulteriormente la situazione fisica e mentale di Kompany.
Come lo ha trovato il suo vice? In una conferenza stampa ha spiegato: "Sono andato a trovare Vince ieri. Cerca di mantenere il buon umore! Le sue condizioni sembrano migliorare ogni giorno, è davvero positivo. Non ci sono nuove informazioni riguardo alla sua diagnosi o al suo ritorno al lavoro. Bisogna lasciarlo riposare, deve rilassarsi e prendersi il suo tempo. Abbiamo evitato di parlare di tattica e calcio. Mi ha chiesto come stavano i giocatori, ma è stata soprattutto una chiacchierata amichevole. Mi ha fatto piacere rivederlo e avere sue notizie".
Le cause dettagliate del malore non sono state rese note dai medici e di conseguenze del suo club e su tutto vige un certo riserbo. Proprio per questo si è deciso di lasciarlo tranquillo e permettergli di sottoporsi a tutti i controlli del caso. La sua estrema professionalità e lo stress che ne è conseguito lo ha logorato portandolo dunque ad un passo dal baratro. Dopo che le sue condizioni di salute sono state messe a dura prova era inevitabile questa situazione, con il Bayern dunque chiamato a lavorare con il pilota automatico.
Quella di Kompany è un po' la fotografia degli effetti che può provocare lo stress e i ritmi del calcio attuale con grandi pressioni. E in un momento di difficoltà con l'organismo già provato, il disastro è servito.