Gonçalo Ramos ancora in gol: cosa deve imparare Amorim da Jorge Jesus per farlo esplodere nel Milan
Due partite consecutive di Nations League e altrettanti gol con la maglia del Portogallo, scacciando in un attimo l'attaccante fantasma visto con la maglia del Milan: Gonçalo Ramos sembra un altro giocatore con la propria Nazionale, trasformato in un micidiale attaccante, macchina da gol e d'assist che in rossonero stenta a mala pensa a trovarsi il pallone tra i piedi. Una dicotomia impressionante che mostra la valorizzazione che Jorge Jesus riesce ad ottenere con il suo gioco e scelte tattiche e l'incapacità, attuale, di Amorim nell'utilizzarlo nel suo Milan: dove Ramos paga un progetto ancora embrionale e in via di sviluppo.
Gonçalo Ramos nel Portogallo batte Gonçalo Ramos al Milan
Non è una bocciatura né una critica ad Amorim, ma semplicemente una constatazione che nasce dal campo: Gonçalo Ramos con il Portogallo, gioca (e bene), segna (tanto) ed è utile ai compagni. Lo si è visto contro la Norvegia nella rete che è valsa tre punti, lo si è rivisto in Danimarca, con un altro gol e un assist e riconfermando ottimi livelli di gioco, in fase di possesso e non. Trovandosi alla perfezione nel 4-3-3 cucitogli su misura di un Jorge Jesus che, oramai orfano di Cristiano Ronaldo, ha scelto la strada della costruzione dal gruppo e non solo dalle singolarità.
Il confronto odierno tra il Ramos in Nazionale e il Ramos al Milan è schiacciante a favore del primo. In rossonero la punta lusitana paga soprattutto lo scotto di un sistema di gioco di squadra, ancora in fase di rodaggio. Nella nazionale portoghese beneficia di una manovra collaudata che esalta la sua capacità di smarcamento mentre nel Milan è chiamato a un lavoro sporco e di sacrificio che lo allontana dalla porta, complice una squadra che fatica a servirlo con cross dalle fasce o passaggi filtranti in transizione rapida.
Le differenze tra Jesus e Amorim: perché Ramos soffre il Milan
Il gioco studiato da Jorge Jesus si sviluppa molto di più sulle corsie esterne per risalire il campo, liberando i trequartisti interni negli spazi intermedi e in questo contesto tattico Ramos non deve ingaggiare uno a uno a centrocampo, muovendosi all'interno di una manovra più corta, attaccando lo spazio e dettando l'eventuale passaggio che sfrutta le qualità dei compagni che premiamo il suo movimento.
Nel 4-2-3-1 di Amorim, si ritrova più spesso isolato in avanti ma soprattutto riceve meno cross dagli esterni, con il gioco del Milan che tende a concentrare i centrocampisti all'interno del campo alla ricerca del fraseggio. Tutto ciò comporta anche altre due problematiche che ne limitano le qualità realizzative: troppo spesso gioca spalle alla porta, per ripulire i palloni di sponda e in fase di non possesso è chiamato a fare pressione in prima battuta sul mediano avversario, con enorme dispendio di energie.