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Ventura come Baggio: “Diedi un dossier alla Figc dopo il 2018. I problemi dell’Italia oggi? Gli stessi”

L’ex CT azzurro Gian Piero Ventura, il cui nome è legato alla prima eliminazione dell’Italia ai Mondiali nel 2018 perdendo i playoff con la Svezia rivela un retroscena che evidenzia l’immobilismo federale in tutti questi anni: “Chi sarà CT è l’ultimo dei problemi, ma i problemi sono gli stessi di quando c’ero io…”
A cura di Alessio Pediglieri
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Gian Piero Ventura otto anni dopo la prima delle tre eliminazioni consecutive dell'Italia per partecipare ai Mondiali ha ancora un chiodo fisso, evidenziato dai fatti ineluttabili che hanno portato alla disfatta di Bosnia: da allora ad oggi non è cambiato nulla all'interno del sistema calcio, all'interno della FIGC e rivela un retroscena che lo accomuna a ciò che da giorni viene rilanciato come un mantra salvifico, il famoso progetto che Roberto Baggio presentò ai vertici nel 2013 e che venne cestinato: "Anch'io presentai un dossier, in cui spiegavo che bisognava cambiare le basi del sistema. Ma vedo che i problemi di oggi sono gli stessi di allora e sapere chi sarà il nuovo CT è l'ultimo dei nostri veri problemi".

Nel 2018 iniziò il declino dell'Italia del calcio con l'esclusione ai Mondiali dopo aver perso i playoff contro la Svezia. Un incipit che spinse poi al crollo quattro anni dopo contro la Macedonia del Nord nel 2022 e al funerale sportivo del 2026 con la Bosnia. Filo conduttore? Non certo i CT perché in quelle tre occasioni c'erano stati tre diversi commissari tecnici: oggi Gattuso, ieri Mancini e 8 anni fa Ventura. Proprio il tecnico che nel 2018 subì una vera e propria gogna mediatica, solo ora affievolita dai successivi fallimenti, torna sui mali azzurri senza puntare dita o incolpare chicchessia, se non sottolineare ciò che è evidente agli occhi di tutti: un sistema incapace negli anni di rifondarsi e rilanciarsi, fino all'attuale sconsolante declino.

L'amarezza di Ventura: "Anch'io come Baggio, presentai un dossier"

Proprio Ventura, ritornando su quel maledetto 2018 che aprì le porte del baratro, svela anche un retroscena che lo avvicina a Roberto Baggio, l'ex Direttore Tecnico voluto dalla stessa Figc nel 2010 e che abbandonò la barca nel 2013 dopo che il suo dossier di 900 pagine venne riposto in fondo ad un cassetto. "Anch'io presentai un mio dossier" spiega Ventura a Radio Anc'hio lo Sport a RadioRai, "Lo diedi alla Figc dopo il 2018 dove spiegavo semplicemente la mia visione e che si doveva ripartire dalle basi, dalle fondamenta. Una casa non inizi a costruirla dall'attico… C'era già allora bisogno di comportamenti diversi".

Ventura: "Non p cambiato nulla, il CT è l'ultimo dei nostri problemi"

Che mancano ancora oggi: "Bisognava crearne di nuovi, con centri federali diversi, per dare possibilità in tutta Italia di poter sviluppare la crescita attraverso allenatori-educatori capaci e pagati, che non hanno l'obiettivo di vincere il torneino, ma di creare e di far crescere. Dopo aver creato e cresciuto, non deve esserci la dispersione: il passaggio dalla primavera alla prima squadra è ancora grande in Italia".

Per Ventura, la discussione su chi dovrà essere il nuovo CT post Gattuso è semplicemente un esercizio fine a se stesso: "Ogni volta ci ritroviamo a parlare, a spiegare. Le criticità sono strutturali, deve intervenire il governo, non solo quello federale. Ognuno ha la propria ricetta. Un conto è dirlo e un conto è poi farlo. Da Italia-Svezia non è cambiato nulla, i problemi di oggi sono gli stessi di allora. Qualsiasi sia il CT" ha poi amaramente concluso, evidentemente ripensando al suo ruolo di otto anni fa,  "se non viene messo nelle condizioni di lavorare al meglio, opererà sempre in questo contesto di difficoltà".

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