video suggerito
video suggerito

Vanoli racconta la verità su Moise Kean: “Per motivi di legge non si poteva più rimandare”

Paolo Vanoli nel dopo partita di Fiorentina-Cremonese, preziosissima vittoria per i viola, non si sottrae alla domanda su Moise Kean, autore del gol vittoria e protagonista delle chiacchiere degli ultimi giorni.
A cura di Paolo Fiorenza
0 CONDIVISIONI
Immagine

La Fiorentina acciuffa al 92′ una vittoria fondamentale nella corsa alla salvezza, battendo 1-0 la Cremonese grazie a un gol di Moise Kean, che era entrato poco prima. Una zampata sotto misura sulla ribattuta di Audero dopo il colpo di testa di Fortini su cross pennellato dal nuovo acquisto Solomon. Se si considera che anche Fortini e Solomon erano stati inseriti nel secondo tempo da Paolo Vanoli, si può ben dire che le mosse del tecnico – saggiamente confermato dalla società – sono state tutte azzeccate. L'inserimento di Kean neanche avrebbe dovuto esserci, visto che il calciatore era destinato alla tribuna dopo il permesso avuto in settimana per lasciare Firenze, un'assenza per motivi personali (non precisati) che aveva fatto rumore, considerando soprattutto il momento difficilissimo della squadra.

L’abbraccio tra Paolo Vanoli e Moise Kean dopo il gol decisivo segnato in Fiorentina–Cremonese
L’abbraccio tra Paolo Vanoli e Moise Kean dopo il gol decisivo segnato in Fiorentina–Cremonese

Vanoli spiega cosa è successo a Kean questa settimana: "Aveva un accordo con la società già da tempo"

Nella conferenza dopo partita, Vanoli non si sottrae alla domanda su Kean e racconta la verità sulla questione, al netto delle motivazioni personali del 25enne calciatore della nazionale, che giustamente devono restare private: "Allora, per quanto riguarda Kean è molto semplice. Lui aveva un accordo con la società già da tempo, che più di una volta è stato rimandato, e purtroppo per motivi di legge – non sto qua a entrare nei dettagli – non si poteva più rimandare. Quindi il ragazzo è andato e io gli ho detto solo che per rispetto del gruppo… Devo dire la verità, vedete le fortune come sono. Sono sincero, volete che sono sincero? Dopo che è tornato, gli ho detto: ‘Guarda, Moise, non ti porto neanche in panchina'. Perché c'era Dzeko, in quel momento c'era ancora".

Cosa è cambiato nelle ultime ore, l'infortunio di Dzeko: "Sennò non sarebbe venuto in panchina, è la verità"

"Dopodiché stamattina Dzeko si è fermato – continua Vanoli – Kean è due giorni che sta lavorando forte, anche stamattina si è allenato forte, e quando ho saputo questa situazione gli ho detto: ‘Devi venire in panchina con me'. E lui ha detto: ‘Mister, io ci sono'. Quindi non c'è stato nessun caso. Nessun caso. È inutile buttare addosso merda su queste situazioni, già ce ne abbiamo abbastanza. Quindi sono contento. Sapete che quando c'ho da dire in faccia a un giocatore una cosa gliela dico. Vi dico la verità, che non sarebbe venuto in panchina. Ma non sarebbe venuto in panchina non perché è andato là, chiariamo questo. Non sarebbe venuto in panchina per rispetto del lavoro del gruppo e lui si è messo completamente disposizione".

"Giustamente aveva questo problema che purtroppo aveva – conclude il tecnico viola, tutelando la privacy di Kean – Però ha fatto di tutto per rientrare, poi il viaggio era lungo, e giustamente io ho la gestione di un gruppo. Lui è sempre stato a disposizione, si dicono tante cattiverie, ma alla fine dopo devono uscire dall'allenatore, quindi… penso che stasera sia un premio". La classifica ora è molto meno da incubo per la Fiorentina, che vede il quartultimo posto che vale la salvezza, occupato dal Genoa, a soli 3 punti.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views