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Trovano Stramaccioni in lacrime per la vittoria dell’Iran: si è riaperta una vecchia ferita

Dietro quella manifestazione di emozione senza filtri c’è dell’altro. Il tecnico, che ai Mondiali commenta i match in diretta sulla Rai, ha una storia e un legame speciali che risalgono alla sua esperienza professionale nel Paese asiatico.
A cura di Maurizio De Santis
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La commozione di Stramaccioni dopo la vittoria dell'Iran contro il Galles.
La commozione di Stramaccioni dopo la vittoria dell'Iran contro il Galles.
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L'urlo di gioia in diretta per la rete dell'Iran in pieno recupero racconta una parte dell'emozione. Dietro quella manifestazione di entusiasmo senza filtri, dietro quelle lacrime c'è dell'altro, una storia e un legame speciali che risalgono alla sua esperienza professionale nel Paese asiatico. È anche per questa ragione che Andrea Stramaccioni ha vissuto con molto pathos il confronto tra la nazionale di Queiroz e il Galles.

Il risultato finale (2-0) contro i ‘dragoni' è una scarica di adrenalina, di quelle che lo sport è capace di regalare quando l'esito del campo sovverte ogni pronostico, quando la sorte decide di essere benevola e regala una seconda opportunità dopo una disfatta.

Le sei reti sul groppone incassate nel debutto ai Mondiali contro l'Inghilterra erano state una mazzata tremenda, avrebbero potuto schiantare anche il più fervido orgoglio. Non quello iraniano che, dopo le polemiche e le pressioni sulla questione dell'inno nazionale, nonostante i riflettori puntati addosso ai calciatori (canteranno o meno? alla fine lo hanno fatto), è esploso per l'euforia e la grande soddisfazione per un successo storico, inatteso, cercato e ottenuto con grande determinazione. E alimenta anche la speranza che il sogno di agganciare gli ottavi di finale possa diventare una splendida realtà.

La gioia dei calciatori iraniani per lo storico successo contro la selezione di Bale.
La gioia dei calciatori iraniani per lo storico successo contro la selezione di Bale.

Stramaccioni è lì, ha gli occhi lucidi. Si sente direttamente coinvolto perché in Iran ha vissuto un periodo breve ma molto intenso alla guida dell'Esteghlal, durante il quale ha superato ogni sorta di ostacolo senza mai cedere allo sconforto. Gli avevano promesso giusti rinforzi poi le cose cambiarono e pensò addirittura alle dimissioni. L'avvio di stagione fu durissimo e finì nell'occhio del ciclone.

"Ma io non mollo", ha ripetuto più volte realizzando dal nulla (per difficoltà economiche in cui si dibatteva la società) un piccolo miracolo: a dicembre 2019, a sei mesi di distanza dal suo arrivo ufficiale, dopo essere passato attraverso peripezie personali anche preoccupanti (per quel pasticciaccio brutto del visto di lavoro), portò la squadra in vetta al campionato.

La falsa partenza era stata dimenticata. La diffidenza s'era trasformata in fede cieca nel tecnico che era rimasto al suo posto, in mezzo alla bufera della crisi economica societaria, a portare avanti il proprio lavoro con grande professionalità. La sequenza dei risultati era stata tale che la formazione di Teheran s'era trasformata in un rullo compressore. Mancava solo la ciliegina sulla torta, la mise nella sfida contro la capolista Shahr Khodrou giocata in uno stadio gremito: vittoria e primato, Stramaccioni fu portato in trionfo e osannato dai tifosi.

Quei momenti gli sono rimasti nel cuore, hanno spazzato via le amarezze. L'affetto dei tifosi è stato travolgente. Lui non ha dimenticato, loro non lo hanno dimenticato. Tant'è che quando rassegnò le dimissioni per le gravi inadempienze contrattuali del club (tra cui i mancati pagamenti) andò via lasciando un messaggio toccante: "Con il cuore spezzato sono stato costretto a lasciare, con la speranza di poter tornare di nuovo un giorno in futuro".

Il suo addio provocò una specie di rivolta, con i tifosi che protestarono sotto la sede del ministero dello Sport e furono dispersi dalla polizia. Non si fermano lì: invadono il suo profilo Instagram e lo intasano di messaggi: chiedono tutti la stessa cosa, torna da noi in panchina. Il capitano della squadra parlò del tecnico italiano come "un membro della famiglia" e menzionò la sua vicenda umana, sportiva e contrattuale l'esempio della "terribile gestione nel nostro paese".

Emblematico fu anche il tweet pubblicato dall'Esteghlal per dirgli addio. "Sei venuto e ti abbiamo amato. La tua foto resterà una delle immagini più importanti nella storia del club". Come fai a non cedere all'emozione dinanzi a ricordi del genere? E Strama s'è commosso, certe cose ti lasciano un segno. Certe ferite tornano a sanguinare e fanno male anche se chiuse.

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