La situazione del Trapani in Serie C è oramai sotto gli occhi di tutti: domenica pomeriggio in occasione della prima partita stagionale, il debutto in casa contro la Casertana, è stato il gradino più basso. La squadra non si è potuta presentare in campo fermata dalla Federcalcio per mancati tesseramenti e vuoti burocratici. Trovandosi penalizzata con un 3-0 a tavolino che potrebbe rappresentare solo la punta di un icerberg che vede il club coinvolto in una crisi senza fine. Perché oltre ai problemi collegati alla Lega, oltre a quelli finanziari, c'è anche un problema legato alla situazione sanitaria attuale, per norme anti Covid non rispettate.

A confessarlo è stato uno dei giocatori che ha messo in mora il club per stipendi non pagati, Stefano Pettinari che ha rivelato la situazione di confusione massima che regna nella società a tal punto che i giocatori si sono allenati regolarmente, malgrado uno di loro fosse positivo: "Abbiamo svolto l'intera seduta di allenamento prima di avere il risultato dei tamponi. Solo dopo abbiamo scoperto che un ragazzo era positivo al coronavirus" ha spiegato a Trapanigranata.it.

Una situazione oltre il paradosso con la mancanza di un medico sociale regolarmente tesserato: "Non so se adesso sia tutto in regola, ma mancava il medico fino a qualche giorno fa. E' da un mese che c'è una situazione di caos, non ci sono stati controlli, manca chi verifica le condizioni sanitarie. La Procura sa e sta indagando". Ed è per questo che domenica non si è giocata la partita, con i protocolli sanitari che non potevano essere regolarmente evasi.

Il Trapani è stato messo in mora dai giocatori che non percepiscono stipendi e domenica contro la Casertana sarebbe scesa in campo una formazione di ragazzini. Lo stesso Pettinari però condanna la scelta: "Può essere anche giusto mettere in campo i ragazzi. Perché un giovane ci mette l'anima per dimostrare qualcosa. Ma è pericoloso: noi non ci siamo potuti allenare regolarmente in queste settimane!"