Toney e il complotto per favorire Ronaldo e Inzaghi in Arabia: “Spero abbiano registrato l’arbitro”

Il pareggio dell'Al-Ahli con l'Al-Fayha (1-1) ha lasciato una coda di veleni e polemiche arbitrali, alimentati dal sospetto che certe decisioni in campo siano state prese per favore le dirette concorrenti nella lotta al titolo nella Saudi Pro League. È Ivan Toney a lasciar trasparire l'ipotesi di complotto, sollevando obiezioni nei confronti del direttore di gara, finito nel mirino per una frase ritenuta inaccettabile, quasi un avvertimento velato: "Ci ha detto di restare concentrati sulla Champions asiatica… ma come può rivolgersi a noi in questo modo, che vuol dire?". È successo dopo la partita, quando l'adrenalina scorre ancora nel sangue e in testa s'affollano tanti, troppi pensieri… alcuni strani, cattivi, difficili da tenere a bada se si guarda alla classifica, ai distacchi minimi dall'Al-Hilal allenato da Simone Inzaghi (che è secondo a quota 68 punti) e dall'Al-Nassr di Cristiano Ronaldo (in testa al campionato a quota 70 e con una partita in meno).
Due club che, considerati gli investimenti e le ambizioni (in particolare quelle di CR7 che da quando è sbarcato nel torneo saudita è rimasto a bocca asciutta), erano attesi da ben altri risultati. Subito dopo c'è proprio il terzo incomodo che si sente tagliato fuori da una manina invisibile: l'Al-Ahli che in un momento così delicato e decisivo della stagione s'è sentito quasi sbeffeggiato dal direttore di gara, tanto da provocare la reazione ufficiale da parte della società: attraverso un comunicato ha parlato di "legittime preoccupazioni riguardo al processo di selezione degli arbitri" e ha chiesto "l'accesso alle registrazioni e alle comunicazioni tra gli arbitri e il VAR, nonché alle loro interazioni con i giocatori della squadra durante la partita".
Toney e il complotto sospetto: "Chi ci guadagna? La squadra che stiamo inseguendo"
Il 30enne attaccante inglese ha accantonato ogni intento diplomatico e ha espresso malcontento. Tanto vale dire tutto e ora. E Toney non tiene affatto a freno la lingua. Basta ascoltare l'incipit della sua intervista in diretta tv per comprendere bene quale sia il suo umore e quello della squadra. "Dopo la partita l'arbitro ci ha detto: Concentratevi sulla Champions League asiatica. Come fa un arbitro a dire una cosa del genere? Devo pensare che sia completamente fuori di testa".
Le proteste del calciatore si sono spinte oltre, lasciando intravedere ben altro dietro quanto accaduto durante l'ultimo match di campionato. "Spero che tutto quanto ha detto l'arbitro – ha aggiunto Toney – sia stato registrato e venga pubblicato. Chi ci guadagna? La squadra che stiamo inseguendo".
La presa di posizione del club: comunicato avvelenato
L'Al-Ahli ha affidato a una nota le proteste per l'arbitraggio che ha caratterizzato (e condizionato) la partita e, contestualmente, la possibilità di restare competitivi nella corsa al titolo. "Tali errori sollevano legittime preoccupazioni riguardo al processo di selezione degli arbitri e ai criteri applicati, in particolare considerato l'elevato livello tecnico e competitivo della saudi roshn league – si legge nel comunicato -. La squadra ha subito decisioni arbitrali ingiuste, una situazione inaccettabile che non contribuisce allo sviluppo della competizione né sostiene il principio di correttezza competitiva, che deve essere il fondamento di qualsiasi torneo di successo".
La seconda parte del comunicato è anche più dura, con l'Al-Ahli che chiede "l'accesso alle registrazioni e alle comunicazioni tra gli arbitri e il VAR, nonché alle loro interazioni con i giocatori della squadra durante la partita. Richiede inoltre chiare spiegazioni per tutti gli episodi arbitrali in cui le decisioni non sono state prese correttamente".