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Caso scommesse nel calcio

Tonali ha accettato di essere aiutato per la ludopatia: i suoi cari gli hanno indicato il percorso

Sandro Tonali ha pianto dopo l’irruzione della Digos a Coverciano e la notifica degli atti di indagine sul suo conto per le scommesse illecite. Poi chi gli è vicino gli ha indicato la strada da seguire: il nazionale azzurro ha accettato.
A cura di Paolo Fiorenza
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Una mazzata su Sandro Tonali, il mondo che cade all'improvviso, il risveglio traumatico da qualcosa che si sta mangiando la vita: mesi, anni, passati a scommettere, a giocare d'azzardo. Un vizio, se non una patologia, che colpisce tante persone prendendosi la loro anima e che per uno sportivo di alto livello si traduce in due ulteriori problemi devastanti: in primis gli importi messi in gioco sono per uno scommettitore proporzionali alla propria tasca, quindi se hai 10 giochi 10, se hai un milione giochi un milione (come a quanto pare avrebbe fatto Fagioli, esponendosi per questa cifra enorme).

Questa è una legge che non si può eludere per chi ha il problema del gioco, il che lo porterà sempre e comunque in grande difficoltà, indipendentemente dal proprio conto in banca. Con l'aggravante che se hai a che fare con un certo mondo esterno alla legalità che gestisce quei bookmakers non autorizzati, un'esposizione debitoria di centinaia di migliaia di euro porterà a situazioni anche pericolose.

E poi c'è il rischio di buttare alle ortiche la propria carriera, visto che adesso sui calciatori per i quali dovesse essere accertato che hanno scommesso su partite di calcio pende la mannaia di una squalifica "non inferiore a tre anni". Non uno spauracchio, ma un'eventualità concreta, che può distruggere tutto quello per cui quei ragazzi hanno vissuto, lottato, sognato fin da bambini. A 11 anni Sandro Tonali scrisse una letterina a Santa Lucia, chiedendole: "Mi sai dire se per te diventerò un calciatore?". Quel sogno si è avverato attraverso tanti sacrifici, ora restano le lacrime che hanno rigato il suo viso dopo che gli è stato notificato a Coverciano di essere indagato dalla Procura di Torino per "esercizio abusivo di attività di giuoco o di scommessa" assieme a Fagioli e Zaniolo.

Sandro Tonali è già un idolo dei tifosi del Newcastle
Sandro Tonali è già un idolo dei tifosi del Newcastle

Ovviamente il 23enne centrocampista del Newcastle sa bene che i problemi con la giustizia ordinaria si risolveranno agevolmente con una modesta sanzione economica e che i problemi grossi gli arriveranno da quella sportiva, con l'inchiesta del procuratore federale Chiné che potrebbe stangarlo con una lunga squalifica, che poi sarebbe estesa anche in campo internazionale. Ma in questo momento chi gli è vicino, tra i suoi cari e i suoi procuratori, vuole anche cogliere l'occasione per aiutare Sandro a risolvere una volta per tutte il suo problema col gioco. Un invito accorato che Tonali ha accolto: quando i suoi procuratori gli hanno prospettato la necessità di ricorrere a uno specialista per affrontare una terapia che lo tiri fuori dalla ludopatia, il calciatore ha accettato – svela il Corriere della Sera – anche se imbarazzato.

Probabilmente per Tonali tutto questo è stato una liberazione, qualcosa che lo ha messo di fronte ai propri demoni in maniera non più eludibile: seguirà dunque il percorso di recupero che gli verrà predisposto ad hoc. Chi gli sta vicino insiste che non c'è dolo, malizia, volontà di fare alcunché di contrario alle regole dello sport: solo un "errore di gioventù" legato a un disagio interiore. Una versione della storia che ora Sandro deve avvalorare con i suoi comportamenti: l'ex milanista sarebbe pronto a mettersi a disposizione della Federcalcio per incontrare i giovani e dire loro cosa va fatto e cosa no. Nella vita come nello sport.

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