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Tomas Brolin oggi vive di aspirapolvere: l’incontro con uno strano inventore gli ha cambiato la vita

Tomas Brolin si è ritirato dal mondo del calcio sorprendendo tutti a soli 28 anni. Oggi si dedica a tempo pieno all’attività che lo spinse a quell’addio prematuro. Ma non è rimasto mai con le mani in mano: ha aperto un ristorante, investito nel mondo delle calzature, provato la carriera di pokerista professionista e persino composto una band e inciso un disco: “La vita è troppo breve per fare cose noiose”
A cura di Alessio Pediglieri
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Chi non ricorda Tomas Brolin? L'attaccante svedese che legò il suo periodo di maggiore successo coni colori del Parma, club con cui riuscì a trionfare begli anni 90 anche in Europa. In Italia si impose con la Coppa Italia 1991-1992, poi regalò ai gialloblù una irripetibile epopea continentale: la Coppa delle Coppe e la Supercoppa UEFA nel 1993 e la Coppa UEFA 1994-1995. Si ritirò dal calcio giovanissimo, alla sola età di 28 anni, stanco di una vita che gli dava più stimoli e si tuffò in decine di altre attività. Tra queste, ha provato a sfondare nel mondo della musica, della TV, dell'immobiliare, poi nell'universo del mondo del poker professionistico, fino agli investimenti nel campo della ristorazione e delle scarpe.

Oggi, Tomas Brolin è riuscito a ritagliarsi un posto importante nel mondo dell'imprenditoria, ma in un ambito completamente differente: grazie alla sua ditta di aspirapolvere di ultima generazione che hanno conquistato la Svezia. Un'idea che nacque quasi per caso e che fu alla base del suo ritiro prematuro dal calcio.

Le cinque stagioni a Parma non si possono dimenticare. Sono stati gli anni calcistici più belli in tutta la carriera di Tomas Brolin che vestì il gialloblù tra il 1990 e il 1995 a tal punto che sfiorò anche un'impresa impensabile solo qualche anno prima: nel 1994 arrivò quarto nella classifica finale del Pallone d'Oro conquistata da Hristo Stoickov, con la maglia del Barcellona. Fasti di un tempo che portarono Brolin a conquistare due titoli di miglior atleta dell'anno in Svezia e a un sodalizio tra la città emiliana e lo svedese che andò oltre il calcio a tal punto che ancora oggi, Brolin non nega di considerare Parma e l'Italia la sua seconda patria. Anche perché una volta lasciata la Serie A, per lui fu l'inizio della fine.

Tomas Brolin con Alessandro Melli, Georges Grun e Faustino Asprilla: 4 pilastri del Parma che negli anni 90 andò alla conquista dell'Europa
Tomas Brolin con Alessandro Melli, Georges Grun e Faustino Asprilla: 4 pilastri del Parma che negli anni 90 andò alla conquista dell'Europa

Nel novembre 1995, infatti, lascia l'Italia per il sogno della Premier League dove gioca con il Leeds United: Brolin è ancora nel pieno della sua carriera a soli 26 anni, eppure quella scelta si rivelerà ferocemente sbagliata. Intraprese un rapido declino senza più ritrovarsi, tanto che successivamente nel 2007, con Brolin già da tempo ritiratosi dal calcio, il "Times" lo umiliò posizionandolo al secondo posto nella classifica dei cinquanta peggiori calciatori di sempre che avessero giocato in Premier League. Come detto, però, il piccolo svedese – era alto solamente 175 centimetri – aveva già abbondantemente lasciato il mondo del pallone, a soli 28 anni. Sia a causa dei troppi guai alla caviglia sinistra, sia perché accadde un episodio che gli cambiò letteralmente la vita.

"Il mio ritiro dal calcio?" Ricorderà anni più avanti in una intervista al "Sun", "Ero sinceramente stanco di allenarmi tutti i giorni e mi frullavano altri progetti in testa.

Nel momento in cui ho deciso di smettere di giocare, un uomo si è avvicinato a me. Era un personaggio strano, un inventore, e mi propose la sua nuova idea di aspirapolvere. Ne fui letteralmente attratto e con lui ho aperto un'azienda. Fu la spinta che non mi diede più la voglia di tornare in campo. All’epoca tutti mi dicevano che a 28 anni fosse troppo presto per ritirarsi ma dipende cosa hai fatto in quei 28 anni e io in carriera avevo fatto parecchio. E la vita è troppo breve per fare cose noiose. Non faccio cose che non mi divertono più.

Brolin con il Parma conquistò la Coppa delle Coppe e la Supercoppa UEFA nel 1993 e la Coppa UEFA 1994-1995
Brolin con il Parma conquistò la Coppa delle Coppe e la Supercoppa UEFA nel 1993 e la Coppa UEFA 1994-1995

Ma quell'azienda non fu il solo interesse del nuovo Tomas Brolin che ha sposato la sua filosofia del non annoiarsi, alla lettera, intraprendendo una serie di attività che con il pallone non hanno più avuto nulla a che fare. Fecero scalpore, ad esempio, le sue apparizioni ai tornei di Poker Texas Hold'em che nella prima decade del 2000 impazzavano sul web. Non furono sporadiche ma sempre più assidue finché lo stesso Brolin non ammise di aver intrapreso la carriera di pokerista professionista. Finché anche quella lo ha stancato.

Come la musica. Perché Brolin ha prodotto anche un disco, creando una band, i "Friends in Need" con dottor Alban, Matias Frisk e un'altra leggenda dello sport svedese, Bjon Borg: un'esperienza che però alla fine non lo ha coinvolto al di là di un paio di videoclip e della ancor oggi fortissima amicizia che lo lega con dr Alban.

Poi, altri tentativi di dare alla propria quotidianità un elemento aggiunto, per colmare la noia e il vuoto dei giorni senza partite e allenamenti. E così ritroviamo Tomas Brolin investire bel mondo delle calzature, creando una nuova marca di scarpe, per poi tuffarsi nell'immobiliare insieme a suo padre, investendo in appartamenti e prestandosi anche al mondo della pubblicità, con diversi spot popolari in Svezia. Infine, anche imprenditore nel settore della ristorazione, sempre in patria, quando a Stoccolma dà vita alla sua ultima creatura, "Undici", in italiano in onore al suo numero di maglia che indossava ai tempi fulgenti di Parma.

Tomas Brolin imprenditore nella ristorazione con l' "Undici", un ristorante al centro di Stoccolma
Tomas Brolin imprenditore nella ristorazione con l' "Undici", un ristorante al centro di Stoccolma

Un ristorante fusion in cui propone piatti della cucina tradizionale rivisti e corretti con quelli che aveva avuto il piacere di gustare nel suo periodo italiano. Ottima forchetta, amante della buona tavola, l'idea però rimase ancora una volta lì: attiva, ancora adesso al centro di Stoccolma,  ma non più replicata o approfondita. Perché oggi, Tomas Brolin è ritornato fondamentalmente al suo "primo" amore, quella ditta di aspirapolvere avveniristici che lo ammaliò a tal punto dal convincerlo a lasciare il calcio.

Fu merito di Goran Edlund, un imprenditore e inventore svedese con cui si imbatté per puro caso e con cui ha messo in piedi una vera e propria impresa che ancor oggi è seguita da vicino dall'ex giocatore del Parma. E' la "The Twinner", azienda pionieristica nel mondo dei prodotti per la pulizia della casa, che ha conquistato una fetta importante del mercato svedese e non solo.

L'idea nasce da Edlund, con un tipo di bocchetta per aspirapolvere multifunzionale, che non obbliga al classico cambio per diverse tipologie di superfici. Un'intuizione che però necessita di un partener importante, un investitore che possa dare fondi e credere in una idea rivoluzionaria. E quando Brolin parla con Edlund, il gioco è fatto e non sembra aver ancora annoiato l'ex attaccante svedese che si sta dedicando a tempo pieno ancora adesso a questa attività. Che con il calcio non ha assolutamente nulla in comune. Tranne il fatto di divertirlo ancora.

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