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Timothy Weah alla Juventus, cosa c’è da sapere: papà George, gli Stati Uniti, come gioca

Timothy Weah è pronto a vestire la maglia della Juventus: tutto quello che c’è da sapere sul figlio di George, eroe del Milan negli anni ’90.
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A cura di Ada Cotugno
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Il cognome che si porta dietro il giovane Timothy è pesante, soprattutto per il calcio italiano che tra poco lo accoglierà tra le sue giovani stelle: dopo l'epopea di George Weah al Milan può cominciare quella del suo terzogenito alla Juventus. Il figlio d'arte diventerà il primo acquisto dei bianconeri in questa sessione di mercato che per lui hanno investito 12 milioni di euro e già spera di ripercorrere il sentiero tracciato dal padre raccogliendo da Cuadrado un'eredità pesantissima.

Il terzino destro ha alle spalle l'esperienza con il Lille, la squadra dove è maturato calcisticamente a partire dal 2019 e che ha rappresentato per lui un grande trampolino di lancio verso il calcio europeo.

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La carriera di Weah dagli Stati Uniti a Torino

Timothy Weah ha cominciato a giocare a calcio negli Stati Uniti: il giocatore infatti è nato a New York il 22 febbraio 2000 e lì è rimasto fino all'età di 14 anni. Non sorprende quindi che nonostante i quattro passaporti (americano, francese, giamaicano e liberiano) abbia scelto di rappresentare la nazione nella quale è cresciuto e che gli ha permesso di cominciare a calcio.

Con gli USA ha partecipato per la prima volta ai Mondiali in Qatar segnando un gol all'esordio nel pareggio con il Galles, una prima esperienza indimenticabile per il giovane figlio d'arte. Suo padre non era mai riuscito a partecipare al torneo con la Liberia, la nazione che ha scelto di rappresentare e che ora guida come Presidente.

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Il giovane Timothy arriva in Italia con un bagaglio di esperienze considerevole: ha debuttato nel calcio dei grandi con la maglia del PSG, poi è passato in prestito al Celtic dove ha vinto il triplete nazionale nel 2019 (Coppa di Scozia e Coppa di Lega scozzese) e da quattro anni incanta con il Lille in un ruolo totalmente inedito.

Paulo Fonseca ha deciso di arretrarlo di diversi metri sulla fascia destra fino a trasformarlo in un terzino: l'evoluzione per Weah non è stata facile da digerire, ma adesso grazie anche alla sua velocità è entrato perfettamente in confidenza con la nuova zona del campo fino a diventare uno degli esterni bassi più seguiti di tutta l'Europa.

Uno scatto di George Weah con il figlio Timothy
Uno scatto di George Weah con il figlio Timothy

Sulle orme di papà George Weah

Il suo approdo alla Juventus riporta alla mente i fasti della Serie A negli anni '90, quando suo padre George Weah dominava la scena con addosso la maglia del Milan. 58 gol in 147 partite, due scudetti vinti con i rossoneri e soprattutto la conquista del Pallone d'Oro nel 1995, l'anno del suo passaggio in Italia dal PSG. Il liberiano è stato il primo giocatore non europeo a vincere il prestigioso trofeo individuale, dato che in quell'anno France Football aveva aperto le candidature ai giocatori di tutto il mondo.

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I tifosi del Milan lo ricordano con particolare affetto: Weah per i tempi rappresentava il prototipo di giocatore moderno, forte fisicamente ma dotato di una tecnica eccezionale e di buona velocità, proprio come suo figlio Timothy. Al più piccolo di casa manca la stazza fisica del padre, ma compensa tutto con il grande talento e la voglia di far bene.

Ancora oggi Weah resta l'unico giocatore africano ad aver conquistato il Pallone d'Oro senza aver vinto nessuna competizione UEFA, un caso praticamente unico nel nostro calcio. Ora guida la Liberia, dopo essere stato l'atleta più celebre della storia della nazione, e segue da vicino la parabola calcistica di suo figlio, finito a vestire la maglia di una delle rivali di sempre del suo Milan.

Come giocherà Weah nella Juve, il ruolo del nuovo acquisto

Weah si è evoluto tanto nel corso dell'ultima stagione: è stato allontanato dalla porta fino a diventare un esterno basso a tutta fascia, rinunciando a una quota di gol per regalare al Lille più dinamismo. Nel 3-5-2 di Massimiliano Allegri può essere utilizzato come quinto di centrocampo a destra, prendendo in eredità il posto di Juan Cuadrado a centrocampo.

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