Thierry Henry in TV: “Rimango educato perché siamo in diretta e voglio mantenere il mio lavoro”

La brutta vicenda degli insulti razzisti denunciati da Vinicius durante Benfica-Real Madrid di Champions League ha monopolizzato le discussioni della serata un po' ovunque e il dibattito è diventato rovente anche nello studio di ‘CBS Sports Golazo', il seguitissimo programma della TV americana dedicato alla massima competizione europea. Thierry Henry ha fatto capire di essersi fatto un'idea su Gianluca Prestianni sulla base di quanto visto e sentito in diretta, anche se il 20enne calciatore argentino sostiene di aver detto tutt'altro rispetto a "scimmia", ovvero "fratello", e nessuno può dimostrare il contrario, visto che si era coperto la bocca con la maglietta.
Si tratta di una questione molto sentita da Henry per il suo vissuto: "Capisco cosa sta passando Vinicius, mi è successo tante volte in campo – ha premesso – Ne ho parlato tantissime volte dopo le partite. Sono stato anche accusato di cercare scuse dopo le partite quando mi succedeva. A volte ti senti solo, perché è la tua parola contro la sua".
Henry incalza Priestanni: "Si è messo la maglietta sulla bocca, è sospetto. Non dirà cosa ha detto realmente"
L'ex attaccante della nazionale francese è poi andato al punto, ovvero la valutazione dell'episodio che martedì sera ha portato alla sospensione per una decina di minuti del match dello stadio da Luz in applicazione del protocollo antirazzismo: "Non sappiamo cosa abbia detto Prestianni, perché è stato molto coraggioso a mettersi la maglietta sulla bocca per assicurarsi che non vedessimo cosa diceva, quindi è chiaro che sembri sospetto. Perché non voleva che la gente vedesse o leggesse quello che ha detto. Poi, la reazione di Vinicius mi dice che è successo qualcosa che non andava. Non sappiamo ancora cosa è stato detto".
"Vinicius può raccontarci la sua versione dei fatti, mentre Prestianni, ne sono certo, non ci dirà cosa ha detto realmente, perché a un certo punto ho visto Mbappé affrontarlo e lui ha detto: ‘Non ho detto niente'. Beh, almeno qualcosa deve aver detto", ha aggiunto Henry, che ancora non conosceva la versione dell'ex Velez, che ha negato fermamente sui social di aver pronunciato insulti razzisti.
L'indignazione e la rabbia di Henry: "Rimango educato, voglio mantenere il mio lavoro"
L'ex Juve ha spiegato cosa accade in quei momenti: "Ti senti come se non sapessi più cosa fare. Siamo nel 2026 e dopo una partita come quella, in cui dovremmo parlare del suo splendido gol, non dovremmo avere a che fare con l'arbitro che ti dice di non andare alla bandierina del calcio d'angolo perché questo inciterebbe la folla. Vi assicuro che quando succede, non sai più cosa fare"
Henry ha poi esortato la UEFA e il Benfica a gestire la vicenda con adeguata severità, cercando dal canto suo di non farsi travolgere dalle emozioni e dalla rabbia del momento: "Rimango educato perché siamo in diretta e voglio mantenere il mio lavoro. Ma questo è vergognoso. Ora posso dirlo ad alta voce. Non vogliamo vedere una cosa del genere. Questo è un caso individuale, affrontiamolo".
Il Benfica crede completamente al suo calciatore e ha pubblicato un post sui propri profili social per sostenerlo pubblicamente, mentre l'UEFA ha annunciato l'apertura di un'inchiesta ufficiale, nominando "un ispettore etico e disciplinare per indagare sulle accuse di comportamento discriminatorio" durante il playoff tra Benfica e Real. È molto difficile che gli insulti di Prestianni, in assenza di audio, possano essere provati e tuttavia il giovane argentino in caso di condanna rischia una squalifica pesantissima, nell'ordine delle 10 partite.