opinioni

I voti del Fantacalcio in diretta TV sono il cortocircuito di una Serie A all’ultima spiaggia

Immagine
La Serie A porta i voti live del Fantacalcio dentro le dirette TV delle partite: una scelta commercialmente comprensibile dopo l’acquisto del 51% della piattaforma, ma che racconta il paradosso di un campionato che sembra aver bisogno del suo stesso gioco per rendersi più interessante.

Diciamoci la verità: vedere i voti del Fantacalcio in sovraimpressione in TV durante una partita di Serie A fa un certo effetto. Non perché il Fantacalcio sia il male, anzi. È una delle poche cose legate al nostro campionato che continua a coinvolgere milioni di persone. Ed è proprio questo il problema.

Il cortocircuito è evidente: un tempo si giocava al Fantacalcio perché si guardava la Serie A. Oggi la Serie A sembra usare il Fantacalcio per convincerci a guardare la Serie A. Il prodotto derivato diventa uno strumento per rendere più appetibile il prodotto originale. Se non è l'ultima spiaggia, ci somiglia parecchio.

Dalla stagione 2026-2027 i voti live del Fantacalcio entrano nella diretta televisiva di tutte le 380 partite, con una grafica dedicata in due finestre del match. Una trovata per aumentare il coinvolgimento. Ma davvero chi gioca al Fanta aveva bisogno di vedere il 6,5 del proprio difensore sul televisore? Nel 2026? Con smartphone, app, notifiche, bonus e malus aggiornati praticamente in tempo reale?

La spiegazione più razionale è un'altra. La Lega Serie A ha acquistato il 51% di Fantacalcio per 18 milioni di euro e quindi valorizza un proprio asset. Operazione industrialmente comprensibile, peraltro su un business redditizio. Ma il messaggio che passa resta significativo: anziché rendere più attrattivo il campionato, si monetizza ciò che intorno a quel campionato riesce ancora a generare hype.

Per chi osserva la scena diventa quasi distopica. Non stiamo aggiungendo qualità alla partita, stiamo aggiungendo un gioco alla partita. Come se il calcio giocato, da solo, non fosse più sufficiente. E allora benvenuto 6,5, magari "powered by" qualcuno (che qualche soldo in più non guasta mai), mentre in campo si gioca davvero.

Nessuno pretende di tornare agli anni Novanta. Ma prima di trasformare la diretta nella succursale della nostra lega privata, forse bisognerebbe chiedersi perché la Serie A fatichi a vendere se stessa: livello medio calato, campioni che partono (o non vengono proprio), stadi vecchi, prodotto televisivo spremuto in ogni fascia oraria.

Il Fantacalcio non è il problema. Ha fatto benissimo il suo lavoro. Il problema è che ora sembra chiamato a fare anche quello della Serie A.

Prima seguivamo il Fantacalcio perché guardavamo il calcio. Se siamo arrivati al punto di mettere il Fantacalcio dentro il calcio per renderlo più interessante, forse il voto al nostro calcio è già scritto. E di certo non è un 6,5.

Immagine
Giornalista professionista dal 2018, per Fanpage.it mi occupo di motori, calcio e altri sport come redattore dell'Area Sport. Calabrese di nascita, romano d'adozione precedentemente ho avuto esperienze nella comunicazione istituzionale, ho fatto stage a Sky TG24 e Rai Sport e ho lavorato come freelance per Libero Quotidiano, Leggo e per diverse testate online. Ho frequentato la Scuola di Giornalismo di Salerno e ho vinto la sesta edizione del contest giornalistico di Calciomercato.com. Tante cose diverse dunque ma un unico filo conduttore: la passione per lo sport.
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views