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Tamponi Lazio, la Procura di Avellino sequestra l’intera documentazione

La Procura di Avellino ha dato mandato per sequestrare l’intera documentazione che ricostruisce la vicenda sui tamponi relativi ai tre giocatori della Lazio che hanno aperto un’indagine sui differenti esiti. Il tutto esplose alla vigilia di Juventus-Lazio, con Leiva, Strakosha e Immobile che non furono convocati.
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A cura di Alessio Pediglieri
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Il ‘caso' tamponi che ha coinvolto la Lazio è ancora lontano da avere una soluzione definitiva. E' di queste ore la notizia del sequestro effettuato da parte della Procura di Avellino dell'intera documentazione che ricostruisce ogni sequenza relativa ai tamponi processati fino ad oggi dal centro specialistico Futura Diagnostica di Avellino su gruppo squadra e staff della Lazio.

Complessivamente si tratta di qualche migliaio di tamponi che la società del presidente Claudio Lotito ha commissionato fino ad oggi al centro guidato da Massimiliano Taccone, l'amministratore delegato di Futura Diagnostica, iscritto nel registro degli indagati con le ipotesi di reato di falso, frode in pubbliche forniture ed epidemia colposa.

I giudici avevano disposto il sequestro anche per sette reperti RNA virali sui tamponi già sequestrati, eseguiti sui tesserati della Lazio e riprocessati dal laboratorio Merigen di Napoli. Al centro specialistico partenopeo si era rivolta la Futura Diagnostica, il laboratorio di Avellino di riferimento della società del presidente Claudio Lotito. L'obiettivo era avere una perizia sui test effettuati il 6 novembre scorso prima di Lazio-Juventus che presentavano delle difformità di esito.

In particolare, il problema era sorto sui risultati, negativi ad Avellino ma positivi per il Campus Biomedico di Roma, dei tamponi effettuati a Immobile, Strakosha e Lucas Leiva. Le nuove analisi sugli stessi tamponi, effettuate a Napoli il giorno dopo, il 7 novembre, confermarono la negatività del test per Leiva e Strakosha ma rilevarono una debole positività per Immobile, al gene N, fattore che però non sarebbe stato considerato sufficiente motivo per dichiarare il giocatore contagiato dal coronavirus. I tre giocatori non furono convocati da Simone Inzaghi per il match contro la Juventus, poi conclusosi 1-1.

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