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Spalletti vuole la Nazionale: sulla clausola affronta De Laurentiis in tribunale (se necessario)

Il calcio italiano di nuovo in tribunale, questa volta per la scelta del ct della Nazionale. È lo scenario surreale che si prefigura per lo scontro totale tra Aurelio De Laurentiis, la Federazione e Spalletti sulla clausola di non concorrenzialità firmata dall’ex tecnico.
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A cura di Maurizio De Santis
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L'ex tecnico del Napoli, Luciano Spalletti, e il presidente, Aurelio De Laurentiis.
L'ex tecnico del Napoli, Luciano Spalletti, e il presidente, Aurelio De Laurentiis.

In tribunale. Il calcio italiano rischia di finirci ancora una volta perfino per la scelta del prossimo ct della Nazionale. Meglio, la decisione è stata già presa: il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ha individuato in Luciano Spalletti, ex allenatore del Napoli campione d'Italia, il profilo giusto a cui affidare le redini dell'Italia abbandonata nel bel mezzo dell'estate, da un giorno all'altro, a un mese da un paio di match cruciali per la qualificazione a Euro 2024, da Roberto Mancini. Gli era stata consegnata la luna nel pozzo (per l'incarico plenipotenziario nel progetto Azzurro) ma non se l'è bevuta e ha mollato tutto in polemica con il numero uno della Federazione. Ora c'è materia allo studio degli avvocati per valutare eventuali azioni legali nei suoi confronti.

La matassa più ingarbugliata da sbrogliare è relativa all'assegnazione del nuovo incarico. Il patron dei partenopei, Aurelio De Laurentiis dice che non è questione di "vil denaro ma di principio" e brandisce il libercolo in calce al quale l'ex tecnico mise nero su bianco impegnandosi a star fermo per un anno.

Il nodo è l'interpretazione della clausola di non concorrenzialità: per la società è valida in assoluto, quindi anche per l'Italia non solo per i club; per il tecnico (e per la stessa Figc, che ha deciso di andare avanti nelle proprie determinazioni pur restando terza rispetto alla vicenda contrattuale) invece no e ha dato mandato di risolvere il busillis (anche) nel solco del diritto del lavoro.

La Federcalcio valuta eventuali azioni legali nei confronti del ct dimissionario.
La Federcalcio valuta eventuali azioni legali nei confronti del ct dimissionario.

La motivazione addotta è chiara: la selezione azzurra è al di sopra di tutto, in buona sostanza non c'è pericolo che l'operato di Spalletti da "allenatore di una squadra concorrente" arrechi in qualche modo nocumento al Napoli. Un conto è l'Italia, un conto è la Serie A.

De Laurentiis, però, non la pensa così. Anzi, è convinto di avere ragione e scaglia tuoni e fulmini contro la stessa Federazione utilizzando un termine (dilettantismo), per definire la gestione del caso Mancini e più in generale del sistema calcio italiano, che è un ceffone sul muso. E dall'altra parte non sono intenzionati a porgere l'altra guancia, ventilando la violazione del vincolo di riservatezza (relativamente ai riferimenti al contratto di ‘Mancio' e, più ancora, a quello di Spalletti) e la possibilità di soffiare il polverone in faccia al presidente che lo ha alzato.

A Ferragosto, sotto il solleone, AdL ha partorito un comunicato durissimo rivolto anche al suo ex tecnico. La sintesi è stata: Non sei più stanco? Ti sei riposato già abbastanza? Bene, se vuoi accettare la panchina della Nazionale allora mi devi pagare. Quanto? Poco meno di 3 milioni di euro (a scalare ogni mese). Perché – ribadisce il presidente – gli accordi firmati si rispettano. Onori l'impegno poi fa quel che ti pare.

Il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina (a destra), oggetto degli strali del patron azzurro.
Il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina (a destra), oggetto degli strali del patron azzurro.

Scontro totale. Non è arrivato ancora all'acme ma è la naturale conseguenza del modo in cui si affrontano le parti in causa a meno che non si riesca a trovare una soluzione extra-giudiziaria a quel patto di non concorrenzialità che è l'oggetto della contesa e – dicono le malelingue – il paravento che nasconde la volontà da parte di De Laurentiis di regolare i conti con il suo ex allenatore (per nulla spaventato dalla sortita muscolare).

Come andrà a finire? Voci di dentro raccontano che l'annuncio ufficiale arriverà a breve, al massimo entro il prossimo week-end. Nel frattempo la Federcalcio e Spalletti hanno dato mandato agli avvocati di ragionare in punta di diritto sulla questione per smontare la tesi e le pretese di De Laurentiis. Se necessario, il tecnico è pronto anche alla battaglia in tribunale. Così fosse, anche l'incarico di ct rischierebbe di essere deciso da un giudice mentre l'Italia, già fuori dal Mondiali per la seconda volta consecutiva, può restare fuori anche dai prossimi Europei.

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