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Spalletti su Garcia al Napoli ha visto subito qualcosa di sbagliato: “Mi ero preparato la risposta”

Luciano Spalletti nella conferenza stampa di presentazione delle partite di qualificazione a Euro 2024 dell’Italia contro Macedonia e Ucraina, ha parlato anche della sua ex squadra Napoli.
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A cura di Marco Beltrami
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Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa in vista della doppia sfida delle qualificazioni per Euro 2024 della Nazionale contro Macedonia del Nord e Ucraina. Un'occasione per affrontare diversi argomenti, compreso quello sulla sua ex squadra, il Napoli. Il commissario tecnico ha speso parole di stima umana per Rudi Garcia che ha ormai le ore contate. Spalletti era già pronto per eventuali domande su quella che è la notizia del giorno.

Il tecnico toscano si è mostrato molto corretto nei confronti del suo erede in azzurro. A suo dire il francese si è rivelato comunque una persona perbene, motivo per cui ogni paragone è scorretto: "Non ho niente da dire sul Napoli. Me l'ero un po' preparata. Sono l'allenatore della Nazionale e in questo momento andare a parlare delle società credo sia ingiusto, così come è ingiusto fare sempre paragoni e confronti col passato. Garcia ha fatto vedere di essere una persona perbene, equilibrata, non è stato giusto fin dalla prima partita confrontarlo col passato della squadra".

Per quanto riguarda il Napoli, per Spalletti sarà sempre una delle parentesi più belle e importanti della sua vita. Una serie di emozioni che sarà difficile rivivere: "Quel passato lì è un passato bellissimo che fa parte di una storia bellissima che il nostro calcio si deve portare dietro perché è stata una emozione incredibile".

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Estendendo il discorso dal Napoli al resto della Serie A Luciano Spalletti è rimasto colpito da come si vedano di più nel nostro calcio, costruzione e pressione sulla scia di quanto accade in Premier League. Soffermandosi anche su diverse individualità: da Buongiorno a Cambiaso, che comunque è a rischio per un problema alla caviglia, a Jorginho che pur avendo rimediato dei punti in testa è necessario per questa Italia anche alla luce del ritorno a casa di Locatelli.

E poi c'è Zaniolo che deve essere sul pezzo nonostante la vicenda legata al caso scommesse in fase di accertamento. Su questo argomento in particolare, il selezionatore ha dichiarato: "Da quando abbiamo ricevuto visita delle forze dell’ordine, quindi da settimane, ripete le stesse cose: che aveva giocato ma non sul calcio. Quindi ha sbagliato, ma non ha sbagliato del tutto. Prima di convocarlo ho parlato con la Federazione e non c'è niente che vieti di convocarlo".

Inevitabile anche una domanda sulla mancata convocazione di Ciro Immobile che ha fatto un po' rumore: "Lo riteniamo un calciatore molto importante che seguiamo sempre con totale attenzione come tutti i calciatori. Andiamo a vedere le partite, gli allenamenti, anche se alla Lazio ancora non sono stato. In questo momento qui mi sembrava che gli altri tre che ho convocato fossero più in condizione, anche se in Champions ha fatto bene, ha realizzato un gran gol, e gli ho fatto pure i complimenti quando ci ha parlato. I criteri poi sono quelli di andare a vincere le partite che andiamo a giocare, convocare i migliori tenendo conto di tante cose. Io lavoro nella sua totalità quando faccio certe scelte".

Nessun dubbio sul ruolo di capitano che spetterà a Donnarumma: "Il capitano ha anche il numero di presenze, ma è cosa dice, è colui che indica la strada, è anche il leader che viene fuori quando ci sono le difficoltà. È in base a ciò che dice nelle interviste, in base alla stima che versa in tutte le componenti. Spesso il capitano è quello stimato anche dagli avversari. Ho lasciato il capitano che c'era: Donnarumma mi è piaciuto a Milano, ha fatto vedere di avere personalità. Ha preso tutto e non ha reagito, quello è un comportamento da capitano".

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