Spalletti: “Con Kessié scambio di messaggi, si è scusato”. Poi la polemica: “A voi non piace quasi mai”

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Spalletti sulla trattativa Kessié e la stoccata ai critici: “Si è scusato con me, ma la Juventus ha sempre un grande fascino”

L'affare di mercato Kessié, chiusosi proprio a ridosso della partita tra Juventus e Parma, non poteva non essere commentato da Luciano Spalletti. L'allenatore, molto soddisfatto della prova e della seconda vittoria consecutiva della sua squadra, ha confermato lo scambio di messaggi con il centrocampista che alla fine però non è arrivato a Torino, accasandosi all'Atalanta. Un'occasione per il mister anche per fare un po' di polemica sui giudizi sulla prima Juventus stagionale, che a quanto pare non gli sono piaciuti. La sensazione è che l'allenatore della Juventus abbia voluto subito mettere in chiaro delle cose in questo avvio di stagione. Patti chiari e amicizia lunga, anche se per dovere di cronaca è stato proprio lui a sottolineare gli aspetti che su cui c'è da lavorare molto, compresi quegli atteggiamenti un po' "morbidini" in campo

Spalletti e il mancato arrivo di Kessié alla Juventus

Spalletti ha rimandato ogni considerazione sui motivi che non hanno portato Kessié alla Juventus alle parole dell'amministratore delegato Carnevali, che ha diviso le responsabilità tra il giocatore e il suo procuratore ("evidentemente o il giocatore non era così convinto o il suo procuratore, che magari ha preferito cogliere un’altra opportunità. Noi abbiamo bisogno di gente convinta di stare con noi, in qualsiasi settore del club"). L'allenatore della Juventus invece ha preferito parlare del suo contatto diretto con il calciatore, parlandone benissimo.

Le scuse e i messaggi del calciatore

A suo dire l'ex Milan si sarebbe scusato perché gli sarebbe piaciuto trasferirsi a Torino: "Io a Kessié auguro tutto il meglio possibile perché è un grande calciatore, è stato un professionista molto serio. Ho avuto la possibilità di scambiarmi un po' di messaggi e lui si è scusato, dicendo la sua motivazione, perché gli avrebbe fatto piacere venire a giocare nella Juventus, come credevamo tutti". Insomma non tutte le ciambelle riescono col buco e, nonostante la stima per la Juve, il calciatore ha fatto altre scelte, legate probabilmente, anche su indicazione del procuratore, a motivi contrattuali o economici.

Il mancato approdo di Franck Kessié a Torino svela una doppia dinamica. Da un lato, il club ha scelto di non prestarsi ad aste o a condizioni contrattuali ritenute eccessive dagli agenti dell'ivoriano, lasciando campo libero poi all'Atalanta; dall'altro, evidenzia la necessità tattica di Spalletti di trovare un profilo d'impatto fisico da affiancare alla manovra. Ecco allora la virata su Sarr, soprattutto dopo i problemi fisici di Thuram.

La polemica di Spalletti in conferenza stampa

La possibilità di parlare di Kessié però ha dato a Spalletti la chance di togliersi i proverbiali sassolini dalle scarpe nei confronti di chi è sempre un po' troppo critico nei confronti della Juventus. In sintesi Luciano ha voluto ribadire che la maglia della Juventus ha sempre il suo fascino, nonostante i giudizi spesso a suo dire eccessivi: "È una bella cosa giocare nella Juventus, al di là delle pressioni e di quello che non vi piace quasi mai. Quasi mai".

Per avvalorare le sue tesi infatti Spalletti ha citato anche due esempi relativi alle prime partite contro Frosinone e Parma: "Perché domenica avevamo fatto ‘una partita brutta'Oggi è entrato Nico Gonzalez: primo tempo, partita difficile, dove non si è fatto vedere… Abbiamo fatto due grandi partite. Due grandi partite". Due piccioni con una fava per Spalletti, che è partito dal mercato per lanciare anche un messaggio ai presenti. La sensazione è che l'allenatore della Juventus abbia voluto subito mettere in chiaro delle cose in questo avvio di stagione.

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