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Skorupski esce in maniera folle ma il rosso diretto confermato col VAR fa discutere

L’arbitro, Maresca, non ha avuto perplessità nemmeno quando è andato alla on-field-review. Ma il dubbio resta: era DOGSO o SPA? il risultato finale della partita di Marassi (dallo 0-2 per gli emiliani, al 3-2 maturato a causa dell’inferiorità numerica) si porta dietro anche questo interrogativo.
A cura di Maurizio De Santis
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Skorupski del Bologna meritava davvero il cartellino rosso per il fallo commesso su Vitinha del Genoa? Da regolamento, quell'espulsione è stata giusta oppure sarebbe stato sufficiente l'ammonizione. E ancora: erano soddisfatti tutti i criteri che determinano un DOGSO (negare una chiara occasione da gol) oppure quell'intervento poteva restare entro i margini di una SPA (un'azione con potenziale di gol, ma non ancora "evidente")? L'arbitro, Maresca, non ha avuto alcun dubbio nemmeno quando è andato alla on-field-review, confermando la decisione nell'annuncio fatto subito dopo il conforto delle immagini al monitor: per il direttore di gara quell'intervento scomposto, imprudente, dettato dalla frustrazione di aver anche lisciato clamorosamente il pallone andava punito col rosso diretto perché era stata negata una chiara occasione da rete.

Ma il risultato finale della partita di Marassi (dallo 0-2 per gli emiliani, al 3-2 maturato a causa dell'inferiorità numerica) si porta dietro anche questa serie di interrogativi. E la sconfitta dei felsinei al Ferraris sa davvero di beffa atroce: come sarebbero andate le cose senza quell'uscita maldestra?

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Perché l'arbitro Maresca ha ritenuto il fallo di Skorupski da Dogso

L'episodio si è verificato al 57° e la prima cosa che balza all'occhio è una cosa sola: cosa ci faceva il portiere del Bologna così lontano dai pali? Aver sbagliato l'intervento ha solo aggravato la situazione sua e del Bologna: una volta persa la palla, l'estremo difensore ha steso il numero 9 rossoblù, Vitinha, ed è stato espoulso espulso. Intervento Var e cartellino rosso confermato.

Maresca ha rivisto le immagini multiple volte. Il protocollo VAR interviene solo per "errori chiari ed evidenti" in casi di espulsioni, rigori, gol o identità errata. Qui, il focus era tutto sul DOGSO: quattro criteri (direzione verso la porta, probabilità di controllo palla, posizione difensori, distanza dalla porta) sono stati valutati positivi, confermando Skorupski come ultimo uomo. La decisione è stata confermata: cartellino rosso diretto.

Il provvedimento del direttore di gara, però, ha sollevato qualche perplessità. Nel rivedere la dinamica dell'azione, infatti, si nota che il punto dov'è stato commesso il fallo era distante dalla porta, l'attaccante non sembrava dirigersi direttamente verso la porta (aveva scartato di lato in seguito al contrasto), aveva sì il controllo del pallone ma, nei pressi e  davanti all'attaccante, c'erano altri calciatori del Bologna che sarebbero potuti intervenire.

È il motivo per cui anche in telecronaca hanno espresso perplessità sulla decisione di Maresca: Skorupski, per quanto fosse stato goffo, aveva però dato l'impressione di interrompere un attacco promettente (un'azione con potenziale di gol, ma non ancora "evidente"), punita con un'ammonizione (cartellino giallo).

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