Il Pescara sta correndo il serio rischio di lasciare la Serie B, se non sul campo, nelle aule di un tribunale e le prossime ore saranno decisive. Perché se il play out valido per la permanenza in cadetteria è quasi una montagna da scalare per gli abruzzesi contro il Perugia dell'ex Massimo Oddo, il vero Everest è quello rappresentato dal Trapani che potrebbe vedersi restituire i punti tolti per i mancati pagamenti e dunque, rispedire direttamente in Serie C i pescaresi senza alcuna possibilità d'appello. E' un'opzione più che credibile che metterebbe ancora una volta in seria difficoltà una società che ha già faticato maledettamente per risalire dal fallimento avvenuto nel 2009.

Più che l'esito sul campo, dunque, ciò che fa arrabbiare e preoccupare una città intera è l'esito del ricorso del Trapani che arriverà il 6 agosto prossimo quando il Collegio di Garanzia del Coni riesaminerà la penalizzazione di due punti inflitta ai siciliani. Qualora venisse restituito anche un solo punto ai siciliani, il Pescara retrocederebbe direttamente in C per una classifica che condannerebbe gli abruzzesi: una sentenza senza appelli che avrebbe anche il sapore della beffa. Tanto che il presidente del club ha già giurato eventuale vendetta nei confronti della giustizia sportiva.

Il regolamento è chiaro sui tempi dei pagamenti. Credo che se al Trapani dovessero restituire i punti vuol dire che in questo calcio si può fare tutto e quindi dal prossimo anno il Pescara non pagherà più nessuno

Dichiarazioni forti, al limite del provocatorio, rilasciate da parte di Daniele Sebastiani attuale patron del Pescara che rilevò la società dal fallimento e che era riuscito a riportarla tra tanti sacrifici alla ribalta della Serie B da difendere con le unghie e con i denti nei play-out attuali. Che forse potrebbero risultare vani ai fini della salvezza