Senegal e Marocco stangati dalle squalifiche dopo la Coppa d’Africa: cosa succederà ai Mondiali

Le conseguenze per il caos generato nella finale di Coppa d'Africa tra Senegal e Marocco si sono presentate puntuali e come previsto è stato utilizzato il pungo duro. Multe e squalifiche ad allenatori e giocatori, soprattutto per la parte senegalese che è stata la più colpita per l'abbandono del campo per oltre 15 minuti in segno di protesta. Il più colpito è stato il CT Pape Thiaw con sospensione e sanzione pecuniaria e insieme a lui nel registro degli squalificati ci sono anche Iliman Ndiaye e Ismaila Sarr.
Anche Achraf Hakimi dovrà saltare due partite, ma tutto questo verrà scontato nella prossima competizione CAF e non ai Mondiali 2026. Senegal e Marocco sono al sicuro, potranno utilizzare tutti i loro giocatori fin dalla prima giornata della fase a gironi perché le sanzioni sono relative soltanto alla federazione africana e non sfociano nei tornei internazionali, come sottolineato da RMC.
Gli squalificati di Senegal e Marocco saranno ai Mondiali
Entrambe le nazionali tirano un sospiro di sollievo perché hanno evitato lo scenario peggiore. Le conseguenze di quella finale folle erano praticamente certe, ma la paura era che le squalifiche dovessero essere scontate ai Mondiali: tre giornate significa avere i calciatori soltanto (eventualmente) dagli ottavi di finale in poi, una mazzata per le due africane che sono chiamate a partite complicate. Non sarà così perché le sanzioni si applicheranno solo alle competizioni organizzate dalla Confederazione Africana di Calcio, almeno secondo lo stato attuale delle cose. Diversi giocatori senegalesi sono stati sospesi per "condotta antisportiva" e così anche il CT che li ha invitati a lasciare il campo per protestare.
Anche dalla parte marocchina piovono sanzioni e multe per "condotta impropria" e per l'antisportiva "battaglia dell'asciugamano" che si è verificata alla fine della gara. Tutto come già previsto, con l'unico dettaglio che per ora i Mondiali 2026 sono al sicuro per Senegal e Marocco: la FIFA non ha voluto interferire con la commissione disciplinare della confederazione africana, alla quale spetta il compito di prendere l'iniziativa davanti a casi come questo. La CAF non ha richiesto nessun tipo di intervento esterno e dunque le sanzioni non verranno applicate in campo intercontinentale, limitandosi alle competizioni di casa.