La morte di Davide Astori rappresenta ancora oggi un dolore troppo forte per il mondo del calcio italiano, per i tifosi e per tutti coloro i quali conoscevano il difensore della Fiorentina. Come Riccardo Saponara, oggi allo Spezia, che quella tragica mattina del 4 marzo 2018 ha vissuto ogni attimo di quel terribile avvenimento. L'ex viola ha ricordato con una lettera pubblicata su ‘Cronache di spogliatoio', una lunga riflessione sul suo rapporto d'amicizia con Astori. Un feeling perfetto che andava oltre il legame creatosi all'interno dello spogliatoio e che ha permesso a Saponara di maturare tanto sotto tutti i punti di vista.

"Grazie a te ho capito che il calcio è una parte della vita e che proprio l'equilibrio fuori dal campo che ti porta ad affrontare con maggiore positività la tua professione". Nella lettera scritta da Saponara nel ricordo di Astori, a 3 anni dalla sua morte, c'è proprio tutto. Dalla descrizione perfetta della personalità e del carattere del numero #13 della Fiorentina, alla sua determinazione in campo e fuori. Saponara ha ricordato ogni piccolo particolare di quella tragica mattinata all'hotel Là di Moret di Udine in cui Astori perse la vita. L'incredulità, la rabbia e la disperazione alla notizia della morte del proprio capitano, hanno contraddistinto quella giornata e tutto il resto della stagione.

"Sentii il rumore di un’ambulanza e mi affacciai alla finestra scrive Saponara all'interno della lettera sottolineando il momento esatto in cui è venuto a sapere della morte del suo compagno di squadra I portelloni sul retro erano aperti, le luci lampeggiavano di un blu più freddo del solito. C’era anche Leo, il nostro magazziniere. Aveva la voce rotta, non riuscivo a comprendere la sua risposta. Mi sporsi dalla finestra per avvicinarmi a lui. Forse l’avevo già sentita, ma il mio cervello si rifiutava di recepirla, di incamerarla, di accettarla. Come un impulso che porta a un netto rifiuto. «Davide è morto!»".

Saponara racconta soprattutto le sue primissime sensazioni una volta appresa la notizia. Momenti incancellabili: "Il vuoto, una scarica elettrica che ti paralizza. Non riuscivo a percepire la sua voce fino in fondo. O forse non volevo. Gli chiesi di ripetere una seconda volta, e lo fece". L'attuale giocatore dello Spezia racconta soprattutto il momento in cui è poi giunto nella sua camera con Laurini prima dell'arrivo di Stefano Pioli: "Qualcuno bussò alla porta della nostra camera. Aprii con la forza di chi ha smarrito il proprio io, di chi non è padrone del proprio corpo per qualche secondo. Era il mister. C'era Stefano Pioli in lacrime: «Davide non c'è più».

Ciò che ha colpito del racconto di Saponara, è stata anche la reazione dei propri compagni di squadra: "Sentivo i pugni battere sulle pareti dell'hotel, le urla di Federico Chiesa dalla sua camera che era stato appena svegliato da quella notizia: stava spaccando tutto in preda a un raptus". Un'incredulità generale che lasciò senza parole il gruppo viola: "Cercavamo di capire perché la vita era stata così infame – scrive – Ma una risposta non c'era e non c'è nemmeno ora".

La morte di Astori è un momento che si porterà per sempre con sé, ma soprattutto Saponara sottolinea come il capitano della Fiorentina sia stato fondamentale per il suo percorso di crescita capace di impartirgli una grande lezione di vita: "Mi hai lasciato una maturità maggiore – evidenzia Saponara nella lettera – quelli con cui oggi vivo il calcio. Grazie a te ho capito che è proprio l'equilibrio fuori dal campo che ti porta ad affrontare con maggiore positività la tua professione".

E ancora: "Mi hai mostrato che puoi essere calciatore ma anche appassionato della materia più impensabile – scrive – Voglio trasmettere agli altri che la vita merita di essere vissuta con serenità, comunque vadano le cose". Saponara chiude la lettera con un aneddoto legato alla sua esperienza allo Spezia, raccontando di un litigio fra Agudelo e Italiano in allenamento con l'ex giocatore del Genoa risentito da quella discussione: "Ho cercato di parlargli, avvicinandomi con i tuoi modi, per non creare un precedente – aggiunge – Il giorno della partita mi ha ringraziato per quei consigli".