Sandro Sabatini attacca Lele Adani: “Non sa nulla di calcio. Se fossi Allegri non mi farei dire certe cose”
Lele Adani continua ad essere al centro dell'attenzione mediatica dopo le sue ultime dichiarazioni nel corso della puntata di Viva El Futbol e La Domenica Sportiva. L'opinionista Rai, e seconda voce in telecronaca durante le partite dell'Italia nonché conduttore del noto format sul calcio insieme ad Antonio Cassano e Nicola Ventola, ha scatenato la rabbia di Sandro Sabatini, giornalista, che ha espresso le proprie perplessità nei confronti di Adani durante un intervento a Radio Radio Lo Sport: l’amicizia come movente è "una cosa molto grave per il giornalismo". E rivendica la sua linea: "Io non ho mai parlato per inimicizia". Ma andiamo con ordine. Adani nel corso de La Domenica Sportiva, parlando di Massimiliano Allegri – notoriamente attaccato da Adani per il suo modo di allenare – ha espresso dubbi anche sulla narrazione che il mondo dell'informazione fa nei suoi confronti, come se fosse un "protetto".
Queste le parole di Adani: "È inutile che vogliamo difendere l'indifendibile, è inutile che vogliamo nasconderci dietro a baggianate, pagliacciate nelle conferenze stampe che diventano un circo per chi è presente, che sia la sala stampa di Torino, quella di Milano e adesso quella di Napoli – spiega -. Non è il modo di rispettare né i tifosi e né il calcio, né gli avversari. E perché poi quando la partita ti sfugge alla fine devi sempre concluderla o in rissa o togliendoti la giacca o fare queste pagliacciate pubbliche difese sempre da un nucleo di persone che vende un prodotto che non è più vendibile. Questo è". Sabatini risponde subito: "Il discorso di Adani non ha né capo e né coda. Secondo me Adani non è uno che se ne intende di calcio, che parla di calcio, ecco".
Sabatini giudica molto gravi queste affermazioni da parte di Adani che tra le righe fa capire come la narrazione della partita di una squadra di Allegri prenda sempre un'altra piega, come a voler evitare un certo tipo di discorsi che invece, a suo dire, andrebbero affrontati: "Lui non parla mai di calcio. Fateci caso, non c'è una volta che nomina una difesa a tre, a quattro, o un modo di attaccare, le caratteristiche di un giocatore – spiega Sabatini -. Trovatemi una commento di calcio di Adani tecnico. Non c'è. Lui è Messi, la madre di Dio, Padre Tempo. Fateci caso, parla per dire delle cose abbastanza surreali". Sabatini torna sulla terminologia usata da Adani: "Se accusasse me di dire baggianate, pagliacciate o che faccio il circo, io chiedo una consulenza se posso tutelarmi anche in altre sedi, perché se io fossi Allegri da Adani non me lo farei dire. Lui faccia quel che vuole. E infine, è una cosa molto grave per il giornalismo. Cioè che uno parla per amicizia".
L'attacco di Sandro Sabatini è frontale: "Io questo come categoria di giornalisti lo rifiuto, perché io non ho mai parlato per amicizia o inimicizia di nessuno, perché io sono della generazione di giornalisti che quando hanno iniziato a fare questa professione, ci sentivamo un po' come giudici, un po' come quelli che dovevano essere super partes. Questo ci hanno insegnato e questo noi cerchiamo di onorare – conclude -. Se diciamo una cosa è una cosa in cui crediamo a prescindere da bianco, nero, rosso, verde, destra, sinistra o amici o nemici". Un discorso che si lega a ciò che è accaduto anche durante Viva el Futbol quando Adani ha parlato del giornalista Giuseppe Pastore – senza nominarlo – facendo intendere che non avesse avuto il coraggio di porre una "vera" domanda ad Allegri dopo Napoli-Roma.