Radja Nainggolan va a processo, chiesti 2 anni di carcere: è accusato di aver riciclato denaro sporco

Immagine
Dal campo al tribunale: perché Radja Nainggolan rischia 2 anni di reclusione per riciclaggio nell’inchiesta sui narcotrafficanti di Anversa.

Radja Nainggolan gioca ancora a calcio con la maglia del Patro Eisden nella seconda divisione belga, ma rischia di giocare la sua partita più importante in un'aula di tribunale. Il centrocampista con un passato italiano con Piacenza, Cagliari, Inter, Roma e SPAL deve fare i conti con una richiesta di condanna a due anni di reclusione da parte della procura di Bruxelles. Il "ninja" viene sospettato di aver riciclato più di 105mila euro per conto di un'organizzazione criminale. Accuse mosse nell'ambito di un processo per presunto traffico internazionale di stupefacenti.

Le indagini sono partite nel 2023 quando questa organizzazione criminale importava cocaina dal Sud America verso l'Europa sfruttando il porto di Anversa con l'obiettivo poi di distribuire tutto in Belgio. Alla fine del 2025 la polizia di Bruxelles ha effettuato 30 perquisizioni che hanno portato all'arresto di 18 persone. Sequestrata la bellezza di poco meno di 3 kg di cocaina, per un totale di 370mila euro in contanti con oggetti di lusso (due orologi del valore di 360mila euro), armi, giubbotti antiproiettile e auto di grossa cilindrata.

Ma qual è la posizione di Nainggolan? Radja fu arrestato e trattenuto una notte in carcere pur non essendo mai sospettato di un coinvolgimento diretto nel traffico di droga o di appartenere alla presunta organizzazione criminale. Per gli inquirenti il centrocampista è finito nei guai per aver ricevuto la bellezza di circa 105.000-105.500 euro in contanti da Nasr-Eddine Sekkaki, fratello del criminale Ashraf Sekkaki denaro che avrebbe poi depositato sul conto della madre di Sekkaki indicando come causale lavori edili fittizzi. L'ex di Roma e Inter ha sempre ribadito la sua estraneità ai fatti, dando però versioni differenti: in un primo momento aveva dichiarato di aver prestato i soldi per amicizia, e poi ha invece ammesso di aver ottenuto il denaro in questione perché l'amico aveva i conti bloccati dopo un divorzio.

Secondo il pubblico ministero questi soldi sarebbero un riciclaggio di fondi provenienti dalla droga con i dati telefonici che dimostrerebbero che Nainggolan era consapevole di cosa stesse facendo. Nello specifico l'accusa parla di "dissimulazione della natura, dell’origine o della provenienza di proventi di origine criminale". Le arringhe sono previste per il 13 novembre e per i presunti capi dell’organizzazione sono state richieste pene fino a 12-14 anni e multe fino a 800.000 euro, oltre alla confisca complessiva di 15 milioni di euro

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views