video suggerito
video suggerito

Quanti giorni di vacanza spettano ai calciatori: come funziona la gestione delle ferie nell’era del calendario saturo

Tra norme nazionali, contratti collettivi ed esigenze di club e nazionali, il diritto al riposo dei calciatori si scontra con un calendario sempre più saturo. I sindacati chiedono tutele più rigide e soste obbligatorie per proteggere la salute dei giocatori e prevenire il burnout.
Rodri, calciatore del Manchester City e capitano della Spagna campione del mondo.
Rodri, calciatore del Manchester City e capitano della Spagna campione del mondo.

Con la conclusione della Coppa del Mondo 2026, i migliori calciatori internazionali provano a ‘staccare la spina' prima dell'inizio della nuova stagione. Pper le stelle del calcio moderno, però, trovare il tempo per un effettivo recupero psicofisico è diventata un'impresa sempre più complessa.

Un calendario globale saturo, che è stato appesantito dall'espansione del Mondiale a 48 squadre (con proiezioni che guardano già al format a 64 per il 2030) e dal nuovo Mondiale per Club FIFA a 32 squadre e dai format rinnovati delle competizioni europee, ha ridotto il tempo libero al minimo storico. Ma cosa stabiliscono i contratti dei calciatori in materia di congedo annuale? Come varia la normativa tra i principali campionati europei e qual è la reale posizione dei sindacati?

Un'immagine della finale dei Mondiali 2026 tra Spagna e Argentina.
Un'immagine della finale dei Mondiali 2026 tra Spagna e Argentina.

Il quadro normativo in Italia e il ruolo dell'AIC

In Italia, la figura del calciatore professionista è equiparata a quella di un lavoratore subordinato (disciplinato dalla Legge 91/1981 e aggiornato dal D.Lgs. 36/2021). Questo status implica il diritto al congedo annuale retribuito, regolato dal Codice Civile e dalle normative collettive di categoria. Nello specifico, l'Accordo Collettivo siglato tra l’AIC (Associazione Italiana Calciatori), la Lega Serie A e la FIGC definisce con precisione le modalità di fruizione delle ferie:

  • monte ferie annuale: al calciatore spettano 4 settimane di ferie retribuite all'anno (pari a 28 giorni);
  • fruizione estiva: l'accordo garantisce al giocatore il diritto di usufruire di almeno 20 giorni consecutivi di riposo durante la pausa estiva, compresi tra il termine della stagione (o degli impegni con la nazionale) e l'inizio del ritiro pre-campionato;
  • gestione dei permessi durante la stagione: in linea teorica, un calciatore potrebbe richiedere giorni di ferie durante il campionato, ma la società ha la facoltà di respingere la richiesta per esigenze tecnico-sportive. Di fatto, i permessi straordinari in corso di stagione vengono concessi solo a discrezione del club per improrogabili motivi personali o familiari;
  • i giorni di riposo infrasettimanali: quando un allenatore concede un giorno di riposo alla squadra dopo una gara, tali giornate possono rientrare nel conteggio per saturare il monte ferie annuale, anche se spesso i giocatori sono comunque tenuti a svolgere lavoro differenziato o a partecipare a sessioni d'analisi da remoto.
Inter, squadra campione d'Italia per la stagione 2025–2026.
Inter, squadra campione d'Italia per la stagione 2025–2026.

Il confronto con le altre top leghe europee e i relativi sindacati

L'applicazione del diritto alle ferie varia in modo significativo tra le prime cinque leghe europee, in base alle legislazioni nazionali sul lavoro e ai rispettivi contratti collettivi siglati dai sindacati territoriali.

  • Inghilterra (Premier League). In Inghilterra, la materia è regolata dal contratto tipo concordato tra i club e la PFA (Professional Footballers' Association). I calciatori inglesi hanno diritto contrattuale a 5 settimane di ferie (35 giorni) all'anno, la cui decorrenza calcolata va dal 1° luglio al 30 giugno. Poiché nel Regno Unito non è prevista una vera pausa invernale di campionato, i club concentrano quasi l'intero monte ferie nel periodo estivo, garantendo ai tesserati almeno 3 settimane consecutive di riposo prima del rientro per la preparazione pre-stagionale.
  • Spagna (LaLiga). In Spagna, il Convenio Colectivo sottoscritto dalla Liga e dall'AFE (Asociación de Futbolistas Españoles) stabilisce un monte ferie di 30 giorni lavorativi. L'accordo tutela in modo rigido il diritto a usufruire di 21 giorni solari consecutivi durante il periodo estivo. Inoltre, l'AFE garantisce una pausa invernale obbligatoria a cavallo delle festività natalizie (generalmente dal 23 dicembre al 2 gennaio), periodo durante il quale è vietata ogni attività agonistica o di allenamento.
Olise, calciatore del Bayern Monaco e stella della Francia.
Olise, calciatore del Bayern Monaco e stella della Francia.
  • Germania (Bundesliga). In Germania, la regolamentazione si affida all'intesa tra la lega e il sindacato dei calciatori VDV (Vereinigung der Vertragsfussballspieler). Il congedo annuale varia tra 24 e 30 giorni. La Bundesliga garantisce tra le 2 e le 3 settimane di riposo estivo continuativo, ma si distingue storicamente per la tutela della sosta invernale (Winterpause), che consente ai calciatori di beneficiare di una seconda finestra di recupero biologico a metà campionato.
  • Francia (Ligue 1). In Francia, la gestione delle ferie si inserisce nella normativa statale del Code du travail, applicata allo sport professionistico tramite la Charte del Football Professionnel, negoziata dal sindacato UNFP (Union Nationale des Footballeurs Professionnels). Ai calciatori spettano 30 giorni lavorativi di ferie all'anno (calcolati sulla base di 2,5 giorni per ogni mese lavorato), con l'obbligo per le società di garantire un periodo di riposo estivo continuativo di almeno 24 giorni, oltre a una sosta invernale di circa due settimane.
Un'azione della 'finalina' della Coppa del Mondo 2026 tra Francia e Inghilterra.
Un'azione della ‘finalina' della Coppa del Mondo 2026 tra Francia e Inghilterra.

Le criticità per i "Top Player" e le richieste della FIFPro

Se le tutele contrattuali garantiscono sulla carta il diritto al riposo, la reale operatività per i calciatori impegnati nelle competizioni internazionali descrive uno scenario completamente diverso. La FIFPro, la federazione internazionale dei sindacati dei calciatori, evidenzia da tempo come il susseguirsi di impegni estivi (Mondiali, Europei, Copa América e Mondiale per Club) renda teorica e sfumata la linea che separa la fine di una stagione dall'inizio di quella successiva.

Se un calciatore è impegnato con la propria nazionale fino alle fasi finali di un torneo estivo, la società d'appartenenza non è considerata inadempiente dal punto di vista legale qualora il giocatore non riesca ad usufruire dell'intero periodo di ferie previsto. In tali casi, il rientro del giocatore viene semplicemente posticipato, riducendo tuttavia al minimo il tempo dedicato alla preparazione pre-campionato. A questo si sommano dinamiche fisiche e psicologiche del calcio d'élite:

  • scelte personali e competitività: spesso sono gli stessi calciatori a rinunciare a estendere le ferie per rientrare prima in gruppo, al fine di non perdere la condizione fisica o la titolarità a favore di un compagno di squadra;
  • programmi individuali e lavoro "invisibile": durante le presunte settimane di vacanza, ai giocatori vengono frequentemente assegnati programmi di mantenimento atletico e monitoraggio da remoto, limitando il reale stacco psicofisico dalla professione.
FIFPro, la federazione internazionale dei sindacati dei calciatori.
FIFPro, la federazione internazionale dei sindacati dei calciatori.

La proposta di un blocco obbligatorio e il confronto con altri sport

I sindacati dei calciatori — tra cui AIC, PFA, AFE, VDV e UNFP, coordinati a livello globale dalla FIFPro — chiedono da tempo l'introduzione di tutele vincolanti nel calendario internazionale:

  • un periodo di riposo obbligatorio di almeno 28 giorni consecutivi al termine della stagione, con divieto assoluto di assegnazione di carichi di lavoro o programmi atletici da parte dei club;
  • un successivo periodo di ricondizionamento e preparazione di almeno 28 giorni prima di disputare gare ufficiali nella nuova stagione.

I dati sul carico di lavoro degli atleti mostrano discrepanze notevoli con altre discipline sportive d'élite. I club giunti in finale nelle recenti edizioni dei tornei estivi estesi hanno concesso ai propri tesserati una media di appena 20-22 giorni di riposo, seguiti da meno di due settimane di preparazione prima dei primi impegni ufficiali. A titolo comparativo, le stelle della NBA dispongono di circa 14 settimane di pausa tra un campionato e l'altro, mentre nella MLB (il baseball americano) l'intervallo tra le stagioni raggiunge le 15 settimane.

La sede della FIFPRO a Hoofddorp, nei Paesi Bassi.
La sede della FIFPRO a Hoofddorp, nei Paesi Bassi.

Nell'individuare possibili modelli regolatori, da più parti viene citato l'esempio della Formula 1: per contrastare l'allungamento progressivo del calendario delle gare, la F1 ha introdotto la chiusura estiva obbligatoria (Summer Shutdown), un periodo di due settimane in cui le scuderie devono fermare le fabbriche per regolamento e tutto il personale, piloti compresi, è tenuto a sospendere le attività lavorative.

Nel calcio professionistico la tutela della salute dei lavoratori e gli ingenti ritorni economici legati ai diritti TV delle competizioni estive, e non, restano il nodo centrale e insoluto nello scontro tra FIFA, UEFA, Leghe nazionali e organizzazioni sindacali.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views