Prestianni dice di aver detto a Vinicius “hermano” e non “mono”, fratello e non scimmia: si somigliano

Essersi coperto la bocca prima di dire qualcosa a Vinicius, nei bollenti attimi che hanno fatto seguito al gol del Real Madrid in casa del Benfica nell'andata del playoff di Champions League, da un lato sembra la ‘pistola fumante' che inchioderebbe Gianluca Prestianni (quale bisogno avrebbe di farlo, se non per insultare il brasiliano?), dall'altro è la cosa che quasi sicuramente salverà il 20enne argentino da sanzioni da parte dell'UEFA, che intanto ha aperto un'inchiesta ufficiale sull'episodio.
Dimostrare non solo che le parole che il calciatore del Benfica ha pronunciato erano insulti, ma anche che lo erano di stampo razzista (il che ovviamente ne moltiplica la gravità), appare impossibile, proprio perché non si vede la bocca di Prestianni e dunque non si può leggere il labiale. Peraltro anche in presenza del labiale, se manca l'audio a supporto, si resta sempre nel campo delle interpretazioni, con la conseguenza che non si potranno mai avere certezze, il che rende molto difficile una condanna.
Quello che resta agli atti della serata tesissima dello stadio da Luz è la reazione immediata di Vinicius quando sente quelle parole a un passo da lui, la sua corsa dall'arbitro Letexier e l'attivazione del protocollo antirazzismo da parte del direttore di gara col gesto delle braccia incrociate.
E ancora, Mbappé che urla ripetutamente a Prestianni "sei un fottuto razzista", rincarando poi la dose nel dopo partita, quando ha detto che l'argentino non è degno di giocare la Champions né tanto meno di essere ritenuto un suo collega nel calcio professionistico.
La versione di Prestianni: "Ho detto hermano a Vinicius"
Anche il francese dunque ha sentito la frase razzista che Vinicius ha denunciato immediatamente all'arbitro: "Mi ha chiamato scimmia". La parola scimmia nello spagnolo parlato in Argentina è "mono", qualcosa il cui suono assomiglia a "hermano", che significa invece "fratello", e che Prestianni in quei momenti ha insistito di aver detto rivolgendosi a Letexier (lì non ha la bocca coperta e il labiale è chiarissimo).
Una versione che Prestianni – spalleggiato dal Benfica – ha ribadito dopo il match in alcuni post sui suoi profili Instagram e X. "Voglio chiarire che in nessun momento ho rivolto insulti razzisti al giocatore Vinicius Junior, il quale purtroppo ha mal interpretato ciò che crede di aver sentito. Non sono mai stato razzista con nessuno e mi dispiace per le minacce che ho ricevuto da parte di giocatori del Real Madrid", è stato il primo messaggio in una storia Instagram.

Poi l'argentino ha aggiunto qualcos'altro in due post su X: "Se così tante persone dicono che ho fatto un commento razzista a Vinicius Junior, perché nessun giocatore del Real Madrid ha reagito? Accusare qualcuno di qualcosa di grave non è giusto, soprattutto quando non è vero. E tutti mi puntano il dito contro perché mi copro il viso con la maglietta, quando sanno che tutti i calciatori si coprono il viso quando parlano. Non provate più a inventarvi cose".
Una storia davvero brutta e che non finirà qui, vista la massima attenzione di FIFA e UEFA al tema del razzismo. Ma per condannare qualcuno, in qualsiasi ordinamento, serve la certezza del reato commesso, anche se tutto in questo caso sembra andare contro l'ex calciatore del Velez Sarsfield.