Il clamoroso gol non concesso allo Sheffield United, in occasione del recupero di Premier League giocato oggi contro l'Aston Villa, sta ancora facendo discutere e ha già creato le prime polemiche dopo 100 giorni di assenza del campionato inglese. Sul risultato di parità maturato dopo i 90 minuti di gioco, pesa infatti come un macigno la rete di Norwood non convalidata dall'arbitro: una decisione apparsa a tutti inconcepibile, dopo aver visto il portiere dell'Aston Villa bloccare il pallone al di là della linea di porta. 

A tradire il direttore di gara, il 35enne internazionale Michael Oliver, è stato il famoso ‘Hawk-eye': l'ormai celebre ‘Occhio di Falco', che dovrebbe avvisare gli arbitri quando il pallone varca la linea di porta. Lo ha spiegato lo stesso Oliver in campo, indicando ai giocatori che l'orologio non aveva ‘vibrato', e la stessa azienda che per conto della Football Association gestisce la ‘goal line' inglese.

Il motivo del malfunzionamento dell'Occhio di Falco

Al termine della partita sono arrivate infatti le scuse ufficiali, attraverso un comunicato che ha spiegato come si sia trattato del primo inconveniente di questa tecnologia dopo il suo utilizzo in più di 9000 partite: un errore, a quanto pare, generato dalle sette telecamere ‘oscurate' dalla presenza in area del portiere e degli altri giocatori durante l'episodio del gol non convalidato allo Sheffield United.

"Ci scusiamo senza riserve con la Premier League, lo Sheffield United e con tutti coloro che sono stati colpiti da questo incidente", ha fatto sapere la società nel post partita aggiungendo che il sistema era stato testato positivamente prima del fischio d'inizio. Il club dello South Yorkshire, passata la rabbia per l'inconveniente, ha utilizzato il sarcasmo per commentare il malfunzionamento della goal line. È bastato un tweet con video dell'episodio e una semplice domanda: "Veramente?".