Potenza all’appuntamento con la storia: la prima semifinale di Coppa Italia Serie C è “un sogno che diventa realtà”

Ci sono traguardi che non sono solo risultati sportivi, ma simboli. Momenti che raccontano un’identità, un percorso, una crescita. La semifinale di Coppa Italia di Serie C conquistata dal Potenza rientra pienamente in questa categoria: mai, nei suoi oltre cento anni di storia, il club rossoblù si era spinto così avanti nella competizione e quella contro la Ternana (andata allo stadio Liberati oggi, alle ore 18, e ritorno il 28 gennaio al Viviani) è un evento che segna uno spartiacque, non solo statistico, ma culturale.
La squadra lucana entra tra le prime quattro di una competizione nazionale portando con sé un’intera città, una tifoseria che ha conosciuto cadute dolorose e risalite faticose, e una società che oggi prova a scrivere il proprio futuro con metodo e visione. Non è un exploit casuale, ma il frutto di un lavoro silenzioso, iniziato tempo fa e costruito "a piccoli mattoncini", come ama ripetere chi questo progetto lo vive quotidianamente.
Dal "Potenza Miracolo” e la Serie A sfiorata ai fallimenti e le rinascite
La storia del Potenza Calcio affonda le radici nel 1920, quando Alfredo Viviani fondò lo Sport Club Lucano, dando vita a una tradizione ultracentenaria fatta di passione, rinascite e identità. Dopo i primi passi nei campionati regionali e l’ingresso nel calcio professionistico negli anni Trenta, il club visse il suo periodo d’oro negli anni Sessanta, culminato con la storica promozione in Serie B e il leggendario “Potenza Miracolo”, capace di sfiorare la Serie A grazie a talenti come Roberto Boninsegna.

Seguirono decenni complessi, segnati da retrocessioni, fallimenti e rifondazioni, ma anche da imprese memorabili come lo spareggio vinto a Bari nel 1975. Tra cambi di denominazione, crisi societarie e ripartenze dai dilettanti, il Potenza ha più volte rischiato di scomparire, trovando però sempre la forza di rialzarsi. L’era recente, iniziata con il ritorno tra i professionisti nel 2018, ha restituito stabilità e ambizione a una piazza storica del calcio del Sud, che continua a lottare per scrivere nuove pagine di una storia mai interrotta.
Di Bari: "Questa società ha voglia di crescere davvero"
A sottolinearlo a Fanpage.it è il direttore sportivo, Giuseppe Di Bari, uomo di calcio navigato, che vede nella semifinale qualcosa che va oltre il singolo evento: "Rappresenta un sogno che diventa realtà. È una gratificazione per i tifosi e per tutti i sacrifici fatti. Entriamo nella storia, ma la storia va scritta bene fino in fondo".

Parole che raccontano ambizione, ma anche equilibrio. Perché, come ribadisce lo stesso Di Bari, la crescita del Potenza passa dalla solidità delle basi: strutture, campo, organizzazione. "Questa società ha voglia di crescere davvero. Il prossimo passo fondamentale è mettere a posto lo stadio, perché senza strutture non si costruisce il futuro".
De Giorgio: "Ogni anno abbiamo aggiunto qualcosa e il progetto sta facendo dei passi in avanti"
Sul campo, però, la semifinale è anche il manifesto di un’identità precisa. Quella disegnata da Pietro De Giorgio, allenatore che è stato chiamato in un momento difficile della storia recente del Potenza e da lì è stato bravissimo a costruire insieme alla società.
Il club rossoblù due stagioni fa ha vissuto momenti di grande difficoltà e ha giocato il play-off per non retrocedere in Serie D ma l'allenatore calabrese non ha mai avuto paura: "Abbiamo sempre creduto in quello che facciamo, anche nei momenti più complicati. Dopo il play-out abbiamo programmato bene con la proprietà e i risultati si sono visti. Ogni anno abbiamo aggiunto qualcosa e si vede che il progetto sta facendo dei passi in avanti".

De Giorgio parla a Fanpage.it di un progetto partito la scorsa stagione, fatto di numeri e sensazioni: dopo le belle soddisfazioni dello scorso anno, fatte di vittorie storiche e di un’identità riconoscibile, il Potenza vuole continuare a crescere stagione. "Quest’anno abbiamo migliorato anche il percorso in Coppa: dagli ottavi alla semifinale. È la dimostrazione che il lavoro è serio e si prova sempre ad alzare l'asticella verso l'alto", spiega il tecnico.
E lo è ancor di più se si guarda alle difficoltà affrontate, con infortuni, assenze pesanti e momenti di crisi: "Siamo una squadra giovane, che ha bisogno di certezze ma nonostante le tante assenze il gruppo ha sempre risposto, facendo emergere ragazzi del settore giovanile e con giocatori di proprietà cresciuti in modo esponenziale".
Il Potenza per la prima volta in semifinale di Coppa Italia di Serie C
La semifinale di Coppa Italia diventa così il punto d’incontro tra presente e futuro. Un premio per ciò che è stato fatto e, allo stesso tempo, una responsabilità. Perché, come ricorda Di Bari, "la storia va continuata a scrivere bene", e come ribadisce De Giorgio, "questa squadra può ancora crescere tanto, perché i ragazzi vogliono apprendere ad ogni allenamento e il livello del lavoro sta salendo".
Qualunque sarà l’esito del doppio confronto, una certezza resta: il Potenza ha già vinto una partita più grande, quella della credibilità. In una notte di Coppa, la sua ultracentenaria storia ha aggiunto una pagina nuova. E questa volta, a differenza del passato, non sembra l’ultima.
