Pio Esposito rompe il silenzio dopo Bosnia-Italia: “Ero sotto terra per il rigore sbagliato, non capivo”

Pio Esposito è stato il primo calciatore dell'Italia a presentarsi sul dischetto del rigore a Zenica contro la Bosnia. Il suo errore è stato determinante, insieme all'altro penalty fallito da Cristante, per determinare l'ennesima mancata qualificazione ai Mondiali degli azzurri. Un'immagine che forse non riuscirà a dimenticare facilmente l'attaccante dell'Inter che a 20 anni si ritrova già a indossare una maglia pesante come quella nerazzurra e soprattutto a dover superare questa enorme delusione con l'Italia. Ne ha parlato nel corso di un'intervista al Corriere della Sera in cui il calciatore ha ricordato proprio quanto avvenuto di recente contro la Bosnia.
"Ho fatto fatica a metabolizzare subito la delusione – ha spiegato -. Avevo lo sguardo fisso in un punto e non riuscivo a capire cosa fosse successo, ero sotto terra. Il primo pensiero è di aver deluso i compagni, le persone a casa, gli amici, la famiglia". Pio Esposito però in questo caso dimostra già di avere la maturità giusta per poter ripartire come sempre forse anche grazie all'esperienza dei compagni che all'Inter l'hanno rincuorato invitandolo a rialzarsi: "Rigori ne calcerò ancora, ne segnerò e qualcuno lo sbaglierò: quel giorno ero convinto di prendermi la responsabilità di tirare per primo, mi sentivo sicuro, poi è andata male".

Esposito fa dunque capire di aver voluto fortemente battere quel primo penalty. In effetti in tanti si sono questi se fosse il caso di far calciare proprio a un ragazzo di 20 anni un rigore così pesante per primo. Eppure è andata così. Ma Pio non ci sta a definirla una disfatta totale, soprattutto per quanto riguarda l'impegno profuso dalla squadra: "Ho visto una squadra che ha dato l’anima, per la maggior parte con un uomo in meno, creando diverse occasioni – ha aggiunto ancora Pio Esposito che ci tiene a difendere in qualche modo il gruppo, ma precisa -. Non è bastato e non basta: l’Italia ha l’obbligo di andare ai Mondiali, bisogna prendersi la responsabilità".
Pio Esposito spiega come sia il caso di non esagerare con i giudizi
In questo discorso poi si inserisce anche quanto accaduto intorno a lui in questo anno. Dall'ottimo e brillante campionato con lo Spezia nella passata stagione fino all'Inter e alla condivisione del reparto offensivo con gente come Lautaro, Thuram e anche lo stesso Bonny. Ma su questo Pio fa una precisazione: "C’è esagerazione, sia nel bene che nel male. Sono un ragazzo di 20 anni che arriva dalla B, a cui nessuno ha regalato nulla, che sta facendo bene nella sua prima stagione all’Inter, ma che non ha fatto ancora niente per scomodare certi paragoni – ha concluso -. Io non ho colpe però: non ho mai detto di essere un fenomeno o di valere 100 milioni. Sono solo uno che dà il massimo tutti i giorni".