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Petardo su Audero, divieto di trasferta per i tifosi dell’Inter. Ma il derby è salvo

Il provvedimento è stato annunciato dal Viminale ed “è finalizzato a garantire la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e a prevenire il ripetersi di episodi che possano compromettere il regolare svolgimento delle manifestazioni sportive”.
A cura di Maurizio De Santis
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Per il petardo tirato contro Emil Audero, i tifosi dell'Inter non potranno andare in trasferta fino al prossimo 23 marzo. Il divieto di seguire la squadra lontano da San Siro è stato annunciato dal Viminale ed "è finalizzato a garantire la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica e a prevenire il ripetersi di episodi che possano compromettere il regolare svolgimento delle manifestazioni sportive". Sassuolo (8 febbraio) Lecce (21 febbraio) e Fiorentina (22 marzo) i match che i sostenitori nerazzurri potranno vedere solo attraverso la Tv, nel dispostivo è compreso anche "il divieto di vendita, per gli stessi incontri, dei biglietti ai residenti in Lombardia". Nell'attesa che su quanto accaduto a Cremona si pronunci anche il Giudice Sportivo, la decisione mette già un punto fermo nella scala delle sanzioni.

Il derby Milan-Inter escluso dal divieto: "Non ci saranno movimenti di tifoserie"

È il male minore, alla luce della scansione degli eventi e degli avversari (per ora non ci sono limitazioni per il Meazza che ospiterà la Juventus il 14 febbraio) e di un altro appuntamento segnato in rosso sul calendario di Serie A che sta molto a cuore ai supporter. Resta escluso dalle misure il derby con il Milan che è in programma l'8 marzo 2026 e può valere una buona fetta di scudetto. Perché? Secondo la spiegazione fornita dal ministro degli Interni a prevalere è stata un'altra valutazione fatta: ovvero, che non ci saranno movimenti di tifoserie.

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Cosa rischia l'Inter in base al Codice di Giustizia Sportiva

La domanda adesso è un'altra: cosa rischia effettivamente l'Inter a livello sportivo? Non sarà punita con la sconfitta a tavolino, ipotesi esclusa nell'immediatezza di quel brutto gesto che ha messo in pericolo l'incolumità del portiere della Cremonese (rimasto lievemente ferito a una gamba e stordito), ma pagherà comunque caro il comportamento folle dello spettatore ferito gravemente a una mano (per le lesioni alle dita) e che, al momento, resta il maggiore sospettato. Ma le forze dell'ordine stanno ancora visionando le immagini registrate dalla telecamere all'interno dello stadio Zini per accertare chi ha effettivamente lanciato il mortaretto in campo.

Quanto alle decisioni del Giudice Sportivo, lo scenario più probabile è che l'Inter sia costretta a pagare una forte multa abbinata al provvedimento di chiusura di un settore dello stadio di Milano (sanzione spesso edulcorata con l'utilizzo della condizionale) abitualmente occupato dalla parte più calda del tifo nerazzurro.

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