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Petagna: “Sono stato male, mi ha aiutato uno psicologo. Ora ho solo un amico, sono spariti tutti”

Andrea Petagna si racconta nel corso di un’intertvista in cui spiega cos’è successo nell’ultimo anno e mezzo: “Stavo male, sono andato da uno psicologo, mi è servito”.
A cura di Fabrizio Rinelli
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La retrocessione col Monza, le presenze in campo e i minuti col contagocce e ora la rinascita in Serie B, sempre con il club brianzolo. Andrea Petagna è tornato, e l'ha fatto dopo un lungo periodo difficile per lui sia dal punto di vista sportivo che personale. L'attaccante triestino a 30 anni ha raccontato alla Gazzetta dello Sport cosa sia successo in un anno e mezzo a dir poco da incubo. Dall'esplosione totale con Gasperini all'Atalanta fino ai trasferimenti a SPAL, Napoli, Cagliari e poi Monza. Nel mezzo anche la convocazione in Nazionale.

Ma per Petagna il periodo non è stato facilissimo. Si è dovuto rialzare dopo alcuni incidenti di percorso, anche nella vita personale, che non gli hanno permesso di scendere in campo, giocare ed esprimersi al meglio: "Un anno e mezzo durissimi – ha detto -. La malattia di mio figlio, la separazione dalla mia compagna e per questo ho fatto fatica a restare concentrato sul mio lavoro". A questo punto Petagna spiega come a tutto questo si sia aggiunta anche un'altra componente: "Nessuno mi è stato vicino – spiega -. A Milano ho un solo amico, gli altri sono spariti, anche quelli che per anni mi giravano attorno".

Petagna con la maglia del Monza.
Petagna con la maglia del Monza.

Petagna per diversi anni è stato uno degli attaccanti più interessanti del calcio italiano e infatti nessuno riusciva a capire cosa fosse realmente accaduto: "Io stavo male – e racconta -. Tutto è cominciato da una polmonite, sono stato due mesi senza allenarmi, a casa da solo. E senza poter vedere mio figlio. Sono andato da uno psicologo, mi è servito". Ma ora sembra che tutto sia cambiato. Al Monza in Serie B si è rilanciato con già 4 gol in 14 presenze per 378 minuti giocati: "Oggi sono un uomo maturo e sono veramente felice, sono stato forte – ha detto -. Dico grazie a me stesso, sono cresciuto tanto". Già dalla scorsa stagione in effetti ci si chiedeva perché con un Monza così in difficoltà Petagna giocasse così poco.

E infatti per la prima volta la stagione scorsa ha chiuso un campionato senza segnare. "L’anno più nero, ero triste e negativo, arrabbiato perché non mi facevano giocare – spiega -. Non stavo bene, ok, ma in Serie A ho fatto 49 gol e volevo arrivare a 50. Ho rosicato, ma lo prenoto per l’anno prossimo". La svolta è arrivata grazie ai tifosi, come da stessa ammissione di Petagna. I fischi nei suoi confronti si sono trasformati poi in applausi: "L’anno scorso dopo le partite restavo in campo ad allenarmi a prendermi anche insulti ma poi in estate, alla presentazione della squadra mi hanno applaudito". E adesso quel periodo è solo un brutto ricordo.

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