Carles Perez seconda punta atipica e Spinazzola e Kolarov da terzini ad attaccanti aggiunti in fase offensiva. Così ha vinto e giocato l’andata dei sedicesimi di Europa League all’Olimpico la Roma. Fonseca ha deciso di aggredire gli avversari, senza aspettare nessuno, dando pochi punti di riferimento ai belgi, grazie alla duttilità tattica di Pellegrini e ai movimenti di Perez che ha disorientato gli ospiti. Lo spagnolo era sempre nel vivo di gioco, attaccato a Dzeko, pronto a regalare al talento di proprietà del Barcellona dei palloni importanti negli spazi pronti per essere appoggiati in porta. Insomma, una Roma rivoluzionaria e sperimentale dal punto di vista tattico, che si è rivelata, a tratti, concreta e divertente, ma spesso ingenua e troppo fragile in difesa, specie nella ripresa, dove ha subito e sofferto troppo gli attacchi di un modesto Gent.

Le scelte di formazione di Fonseca

La scelta di vedere Carles Perez dal primo minuto contro il Gent in attacco non ha sorpreso per niente chi è sempre stato vicino all’ambiente Roma. Il gioiello di proprietà del Barcellona, arrivato in questo mercato di gennaio, ha goduto subito della fiducia di Fonseca che stravede per lui. Il 22enne spagnolo è stato schierato dal primo minuto per la prima volta in stagione al posto di Mkhitaryan  che nelle ultime gare in campionato ha sempre giocato dall’inizio. Torna Kolarov nel suo ruolo di terzino sinistro con Fazio e Smalling al centro della difesa e non Mancini che ha iniziato dalla panchina. Veretout e Cristante a centrocampo con Perotti sull’out sinistro d’attacco e Pellegrini alle spalle, da trequartista, di Edin Dzeko.

Carles Perez quasi come seconda punta stretto al fianco di Dzeko

C’era tanta curiosità, dunque, attorno alla scelta di Fonseca di preferire Perez dal 1’ alto a sinistro in attacco. Una scelta che ha dato ragione a tecnico giallorosso che ha fatto giocare lo spagnolo in un modo del tutto nuovo per la Roma. Il talento di proprietà del Barcellona ha infatti giocato molto stretto, quasi al fianco di Dzeko, fungendo da seconda punta.

Non un esterno dunque, come siamo abituati a vedere da inizio stagione con Fonseca, ma un autentico attaccante di movimento che potesse sfruttare al meglio le spezzate o i filtranti del bosniaco nello spazio. Proprio da uno di questi è infatti nato il vantaggio giallorosso che ha visto lo spagnolo realizzare il suo primo gol con la Roma e il suo primo in Europa League. Aveva il campito di tagliare verso il centro quando da sinistra Kolarov provava i soliti cambi gioco. Praticamente quel profilo di giocatore che serve a Dzeko per non farlo rimanere troppo solo in attacco. Peccato averlo visto solo per poco tempo, praticamente nei primi 45′, dopodiché la Roma è completamente sparita dal campo.

I due terzini alti con Cristante ad arretrare come terzo centrale

L’altro aspetto che ci ha incuriositi molto durante il corso della gara fra Roma e Gent, è stato quello relativo alla posizione dei due terzini giallorossi: Spinazzola a destra e Kolarov a sinistra. In fase offensiva infatti, sia l’ex Juventus (prima della sostituzione con Santon nella ripresa) che l’ex City, andavano a comporre uno sorta di 3-1-5-1 lasciando Veretout a centrocampo dando a Perotti, Perez e Pellegrini la possibilità di accompagnare l’azione restando stretti, ma lasciando a questi ultimi, anche la possibilità di allargare il gioco per gli accorrenti terzini.

Oltre all’ex Fiorentina però, era Cristante a svolgere un ruolo fondamentale in questo tipo di movimento, scalando in difesa componendo un inedito terzetto difensivo con Smalling e Fazio. Una condizione questa che in fase di non possesso però, ha fatto rischiare molto ai giallorossi di subire un gol, sia nel primo tempo che nella ripresa. E ha portato Cristante a scalare spesso in difesa per aiutare i due centrali, molte volte in difficoltà sulla pressione del Gent.

I tocchi di palla di Spinazzola, Kolarov e Santon nel corso della gara occupano tutto il rettangolo di gioco (Whoscored)
in foto: I tocchi di palla di Spinazzola, Kolarov e Santon nel corso della gara occupano tutto il rettangolo di gioco (Whoscored)

Imprevedibilità sull’asse verticale: Veretout minuzioso e fondamentale

Parlavamo della fase offensiva. E’ importante sottolineare come lo sviluppo di tale manovra della Roma, vedesse però a sua volta altri movimenti interessanti da parte dei singoli. Con Veretout a impostare a centrocampo, era proprio il francese a smistare i palloni e indirizzare il corso dell’azione. Spesso sull’asse verticale, era Pellegrini (comunque non brillantissimo, ma l'intenzione di Fonseca era chiara) a dettare il passaggio e a muoversi lungo tutta la difesa del Gent, non dando punti di riferimento particolari, lasciando la possibilità a Perez e Perotti di fare densità lungo le fasce, magari anche grazie al supporto degli stessi terzini. A giovare di tutto ciò è stato ovviamente Edin Dzeko che ha beneficiato di un grosso numero di giocatori giallorossi al limite dell’area di rigore avversaria, pronti a raccogliere le sue sponde, i suoi passaggi e le eventuali ribattute ai suoi tiri in porta.

Le statistiche di Veretout nell’arco di tutta la gara (SofaScore)
in foto: Le statistiche di Veretout nell’arco di tutta la gara (SofaScore)