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Perché Raspadori ha scelto di andare all’Atalanta rifiutando la proposta della Roma e di Gasperini

Giacomo Raspadori ha scelto l’Atalanta e non la Roma. L’ex attaccante del Napoli passa dall’Atletico Madrid alla corte di Palladino con la prospettiva di trovare maggiore spazio alla Dea.
A cura di Fabrizio Rinelli
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Il colpo di scena di calciomercato è servito: Giacomo Raspadori sarà un nuovo giocatore dell'Atalanta. Incredibile ma vero. Quando sembrava ormai tutto fatto con i giallorossi ecco che l'attaccante ha scelto di accettare la corte della Dea. Un approccio, quello del club bergamasco, fin qui sempre piuttosto timido nei confronti del giocatore, ma vigile. I Percassi hanno osservato da spettatori le sorti dell'affare di Raspadori con la Roma prima di sferrare il colpo decisivo sferrando questo momento di stallo dell'operazione.

E infatti dopo una trattativa durata diverse settimane con la Roma e aver respinto anche gli interessi di Lazio e Napoli, l'attaccante dell'Atlético Madrid tornerà in Italia ma per giocare nella squadra allenata da Raffaele Palladino. L'Atalanta ha effettuato un sorpasso improvviso nella notte offrendo ai Colchoneros un trasferimento a titolo definitivo, battendo quindi la concorrenza della Roma per un'operazione da 25 milioni di euro. A Raspadori, come accaduto con la Roma, l'ultima parola, che in questo caso è stata determinante per accettare immediatamente. Ma cosa ha convinto Raspadori a tornare a Bergamo?

Raspadori con la maglia dell’Atletico Madrid.
Raspadori con la maglia dell’Atletico Madrid.

Sicuramente il progetto e una garanzia di titolarità maggiore anche aiutato dal modulo di Palladino che vedrebbe Raspadori agire al meglio nel 3-4-2-1 di fianco a De Ketelaere alle spalle dell'unica punta Scamacca. Una posizione che lo lascerebbe libero di agire al meglio in un ruolo sicuramente che più gli si addice. A questo punto è da monitorare con forza la situazione relativa a Lookman che potrebbe presto lasciare l'Atalanta e quel ruolo nell'attacco della Dea che fino a questo momento aveva conservato prima della partenza in Coppa d'Africa.

Difficilmente infatti Raspadori avrebbe accettato questa destinazione senza una garanzia – anche minima – di titolarità. Improbabile pensare infatti di aver detto sì all'Atalanta pensando di doversi alternare tra campo e panchina con uno tra De Ketelaere e Lookman che sono due pedine fondamentali e inamovibile dello scacchiere tattico di Palladino. In attesa di capire gli sviluppi dunque sulla situazione Lookman, resta da capire perché il giocatore abbia poi deciso di dire no alla Roma e forse anche al ritorno a Napoli che però è sempre rimasto più defilato nell'affare.

Perché Raspadori ha rifiutato la corte della Roma e di Gasperini

Possibile che nei colloqui con la Roma e con Gasperini, quest'ultimo pensasse di dare a Raspadori anche un ruolo di falso nove viste le difficoltà riscontrare – almeno a inizio stagione – da parte di Dovbyk e Ferguson con quest'ultimo che però si è poi parzialmente sbloccato. Anche il modulo, e la presenza di Dybala, Pellegrini e Soulé, forse ha fatto temere a Raspadori di non avere continuità di gioco, un po' come accaduto in questi primi mesi all'Atletico Madrid. La necessità di avere un minutaggio regolare è infatti fondamentale per Raspadori soprattutto in ottica Nazionale, playoff di marzo, e di quella partecipazione ai Mondiali che lui come tutta l'Italia vorrà conquistare a tutti i costi.

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