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Perché Pavlovic non può essere squalificato con la prova TV per aver distrutto il dischetto col Genoa

Il comportamento del difensore del Milan, che zappa platealmente le zolle, ha fatto molto discutere ma non ha conseguenze disciplinari. Cosa dice il regolamento all’articolo 61 del Codice di Giustizia Sportiva.
A cura di Maurizio De Santis
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Il gesto "sporco" di Pavlovic durante il convulso finale di Milan-Genoa non sarà punito e il difensore rossonero non potrà essere squalificato nemmeno con la prova tv. Il regolamento, infatti, non prevede possa essere utilizzata per situazioni del genere ed è grazie a questa lacuna che c'è tra le pieghe del codice che il centrale rossonero se l'è cavata. Il comportamento antisportivo che ha tenuto prima che Stanciu battesse il calcio di rigore assegnato al Grifone al 95° (poi sbagliato) ha fatto molto discutere, spaccando il fronte delle opinioni tra chi ha definito solo "una vecchia furbata di campo" quell'atteggiamento da agonismo estremo e chi invece ha puntato l'indice contro il calciatore per la mancanza assoluta di fair-play.

Cosa ha fatto Pavlovic: ha zappato la zolla del dischetto prima del rigore

Cosa fa fatto? Pavlovic alla fine s'è preso un cartellino giallo, provvedimento che l'arbitro ha preso solo per il faccia a faccia con Ostigard in quei minuti molto concitati. Ma quel che ha fatto non ha avuto né avrà alcuna conseguenza: ha rovinato volontariamente le zolle nei pressi del dischetto del rigore strusciano i tacchetti con vigoria o, addirittura, dando calci al terreno con la punta del piede a mo' di zappa così da rendere quella porzione di campo irregolare e arrecare danno all'avversario. Che Stanciu abbia fallito il tiro dagli undici metri a causa del fondo rovinato non è certo, ma l'espediente messo in atto sicuramente ha aumentato la difficoltà per l'avversario, già gravato dalla pressione psicologica di eseguire la conclusione in un contesto ostile (per il tifo contro del pubblico di San Siro) e in un momento decisivo (avesse segnato, il Genoa avrebbe sbancato il Meazza vincendo 2-1).

Perché il difensore del Milan non è stato squalificato con la prova TV

Quanto a Pavlovic, la domanda ricorrente è una: com'è possibile che, nonostante il suo gesto palesemente scorretto, sia riuscito a evitare la squalifica? Regolamento alla mano, anche se il suo comportamento è stato biasimevole, non è punibile perché non viola le specifiche norme che legittimano il ricorso alla prova TV. Vediamo perché e cosa dicono le norme al riguardo.

La prova TV, introdotta per correggere errori arbitrali evidenti usufruendo delle riprese video, è regolata dall'articolo 61 del Codice di Giustizia Sportiva della FIGC. Secondo il comma 3 può essere utilizzata "limitatamente ai fatti di condotta violenta o gravemente antisportiva o concernenti l’uso di espressione blasfema non visti dall’arbitro o dal VAR". Ma il gesto di Pavlovic ne è esente perché al comma 4 viene chiarito cosa significa "condotte gravemente antisportive" ai fini della prova TV e sono individuati quattro casi specifici:

  • simulazione evidente, da cui scaturisce un calcio di rigore a favore della squadra del calciatore che ha simulato
  • simulazione che provoca l'espulsione diretta di un avversario
  • gol segnato colpendo volontariamente il pallone con la mano
  • gol evitato colpendo volontariamente il pallone con la mano.

Al di fuori di questo perimetro (oltre ai casi di condotta violenta o espressioni blasfeme) non è possibile applicare la prova TV. E danneggiare il dischetto del rigore, per quanto possa essere riprovevole, non rientra in quel recinto di regole. È un atteggiamento che dovrebbe essere sanzionato dall'arbitro in campo (con un'ammonizione per comportamento antisportivo) ma se il direttore di gara non se ne accorge o decide di non darle peso non può essere punito retroattivamente tramite prova TV.

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