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Perché l’Uganda ha mandato in campo tutti i portieri in rosa nella stessa partita di Coppa d’Africa

L’Uganda eliminata dalla Coppa d’Africa dopo il 3-1 con la Nigeria: infortunio ed espulsione costringono il ct a usare tutti e tre i portieri nella stessa partita.
A cura di Michele Mazzeo
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L'Uganda saluta la Coppa d'Africa nel modo più traumatico possibile. Contro la Nigeria, già qualificata agli ottavi, i Cranes perdono 3-1 ma soprattutto sono costretti a utilizzare tutti e tre i portieri nel corso dello stesso match, un evento rarissimo nel calcio di alto livello.

L'Uganda era obbligata a vincere per sperare nella qualificazione dal Gruppo C. La partita, però, prende subito una piega storta. Sullo 0-0 il portiere titolare Denis Onyango, 40 anni, si infortuna alla caviglia nel tentativo di difendere un calcio d'angolo. Stringe i denti e resta in campo fino all'intervallo, ma al 28′ viene battuto da Paul Onuachu, che sblocca il risultato interrompendo un digiuno in nazionale che durava da quattro anni.

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Nel secondo tempo Onyango non ce la fa e viene sostituito da Salim Magoola. La sua partita dura appena 11 minuti: uscita scomposta fuori area e fallo di mano su Victor Osimhen, con conseguente espulsione diretta. Uganda in dieci uomini e senza più alternative tra i pali: dentro il terzo portiere, Nafian Alionzi.

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Il caos diventa definitivo. In cinque minuti Raphael Onyedika segna due volte e chiude la partita. Il gol della bandiera di Rogers Mato nel finale serve solo ad addolcire il punteggio, non il destino dell'Uganda, eliminata con un solo punto.

Schierare tre portieri nella stessa partita è una circostanza eccezionale. In ambito internazionale è successo raramente, quasi sempre in contesti estremi: espulsioni improvvise o infortuni concatenati. Il caso più recente è avvenuto nella semifinale dell'ultimo Mondiale Under 20 quando il Marocco schierò tutti e tre i portieri a disposizione per poi battere ai calci di rigore i parietà della Colombia. Più indietro nel tempo, situazioni simili si sono viste in competizioni minori o giovanili, mentre nei grandi tornei per nazionali restano episodi limite, spesso legati a una gestione emergenziale della gara.

Per l'Uganda, invece, il dato diventa il simbolo di un torneo complicato e disordinato. Per la Nigeria, che chiude il girone a punteggio pieno nonostante il turnover, è solo una tappa verso la fase a eliminazione diretta. Ma la partita di Fes resterà negli archivi della Coppa d'Africa per un motivo ben preciso: tre portieri, una sola gara, e un'eliminazione che racconta più di mille statistiche.

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