Perché Jaouen Hadjam sfoca ginocchia e cosce nelle foto: la scelta del calciatore musulmano

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Il calciatore del Brighton lo fa per motivi religiosi ma è una scelta personale, non una regola seguita da tutti i giocatori musulmani. Gioca poi sulle foto si copre da solo.

Se guardate le foto di Jaouen Hadjam, c'è un dettaglio che è ricorrente: le ginocchia e le cosce sono sfocate. E anche lo cosce. Non è un filtro venuto male, né un problema di qualità delle immagini. Lo fa apposta. In tutti gli scatti che condivide sui social attraverso i suoi profili, compresi quelli con la maglia del Brighton contro Manchester United e Manchester City. Il motivo è la religione, legato al concetto islamico di Awrah: per un uomo, la parte da tenere coperta va dall'ombelico alle ginocchia. È una questione di modestia, di riservatezza. Niente di strano, per chi lo vive così.

Il problema è che lui fa il calciatore. E in campo i pantaloncini corti li devi mettere. Non può giocare con i pantaloni lunghi, non puoi inventarsi una divisa diversa. Il regolamento sull'attrezzatura tecnica è chiaro. Allora lui gioca, e poi dopo sistema sulle foto. Sfoca quello che in campo non può coprire. È un compromesso che lo aiuta a restare in pace con se stesso, tra professione e convinzioni personali. Non lo fanno tutti i calciatori musulmani. Infatti, Salah non lo fa. E come lui anche Mahrez, Benzema, Cherki non ricorrono a questo espediente. È una scelta di Hadjam. Non è una regola per tutti, non è che se sei musulmano devi farlo per forza.

C'è anche un altro accorgimento nell'abbigliamento del giocatore. Sotto i pantaloncini da gioco, Hadjam mette dei pantaloncini compressivi, più lunghi. Li mette anche Issa Diop, dell'Ipswich. È un modo per coprirsi un po' di più senza modificare la divisa ufficiale. In campo non si nota quasi, nelle foto invece sì.

La Premier, da anni, prova ad andare incontro ai giocatori musulmani. Dal 2021, se una partita cade all'ora del tramonto durante il Ramadan, si può fermare il gioco per far rompere il digiuno a chi lo sta facendo. La prima volta è successo in Leicester-Crystal Palace, per Fofana e Kouyaté. Si sono fermati un attimo, hanno bevuto e mangiato qualcosa, e si è ripartiti.

Per Hadjam la questione si presenta in una forma diversa: non riguarda una pausa durante la partita, ma quello che succede dopo. Il suo rapporto con il calcio non cambia, sono le fotografie a essere modificate per rispettare le sue convinzioni.

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